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Itinerario Lombardia – Lambro scaccia crisi con Esca & Pesca Sport

Al Lambro una giornata di pesca con poca spesa

La Brianza la conoscete tutti, è quella zona di Lombardia compresa tra le province di Milano, Monza e Lecco; un’area ricca di acque, principalmente lacustri, molte delle quali abbiamo potete già trovare nella sezione degli itinerari come il Lago di Pusiano e di Montorfano.

Ma la vasta area brianzola è caratterizzata dalla presenza di un fiume che l’attraversa completamente, formando peraltro il già citato Lago di Pusiano: sto naturalmente parlando del Lambro. Un corso d’acqua conosciuto in tutta Italia per il semplice motivo che “sfiora” la città di Milano e nel quale da anni vengono riversati, purtroppo, la maggior parte degli scarichi della metropoli lombarda. Motivo questo che è da sempre stato etichettato come la “Fogna di Milano” o il fiume più inquinato d’Italia. Un appellativo che ahimè non era del tutto sbagliato fino ad una decina di anni fa, ma che ultimamente è migliorato grazie alla messa in opera di alcuni depuratori che hanno portato a rivedere “bollate” di pesci a Melegnano, pochi chilometri a sud del capoluogo milanese. Certo non possiamo dimenticare il forte inquinamento di pochi anni fa quando furono riversati al suo interno centinaia di litri di idrocarburi, al punto che misero in pericolo l’intero ecosistema del Po fino al Mar Adriatico. Atti vandalistici, chiamiamoli così, che dovrebbe essere puniti ma che purtroppo cadono nel dimenticatoio. Atti che poi portano a delle affermazioni di un certo peso che ovviamente poi cadono nel vuoto, come l’appello da parte di qualche politico della zona di bonificare tutto il corso del Lambro; un bel sogno per noi pescatori e per tutti gli amanti della natura, che mai sarà realizzato.

Comunque, chiusa questa parentesi, torniamo a noi. Quelli che molti non sanno però, è che a nord di Monza il Lambro è un fiume decisamente pescoso. Non esiste pescatore che non sia andato a pescare sulle rive del Lambro e che non ne abbia parlato bene. “Devi andare sul Lambro a monte di Monza!”, “Non hai idea di quanto pesce ho preso l’altro giorno sul Lambro”, “E’ pieno di trote sopra il Lago di Pusiano”, “Chi dice che non c’è pesce nel Lambro parla per dare fiato alla bocca”. Queste sono solo alcune delle frasi che mi hanno detto amici e pescatori che frequentano abitualmente questo fiume. Nonostante la vicinanza sono andato poche volte a pescarci, ma in quelle poche volte sono rimasto esterrefatto dalla quantità di specie ittiche presenti: cavedani, barbi nostrani e comuni, carpe, carassi, tinche, pesci gatto, alborelle, vaironi, gobioni, triotti, trote, scardole, pighi, siluri, gardon, persici reali, persici sole, boccaloni, lucci. E sono sicuro che qualcosa mi sono dimenticato. Una vastissima quantità di specie su cui chiunque non della zona non avrebbe scommesso un centesimo. Questo perché prima di entrare nell’abitato di Monza, il Lambro è più o meno controllato dal punto di vista degli scarichi e i depuratori presenti nei vari paesini della Brianza funzionano a pieno regime. Parlare di acqua limpida e balneabile è comunque ancora un’utopia; in diversi punti si sente ancora un leggero odore di fogna, segno che qualche sostanza inquinante viene sempre riversata ma la presenza di alcune specie ittiche come gobioni e vaironi è indice di sostanziale miglioramento dell’acqua. Il problema principale al momento è un altro: non tanto i cormorani che in diversi tratti sono ostacolati nella discesa verso l’acqua dalla fitta presenza di vegetazione nella Valle del Lambro (peraltro Parco regionale dal 1983), quanto i pescatori abusivi, principalmente extra comunitari, che lanciando in acqua le reti uccidono tutto ciò che catturano. Un vero peccato ed un vero danno per questo corso d’acqua che cerca di risollevarsi da brutti periodi.

Non avendo mai trattato il Lambro ho pensato di coinvolgere un amico che ben conosce questo piccolo fiume lombardo sia perché lo “batte” da tempo, sia perché avendo un negozio di pesca ha in anteprima le ultime notizie da tutti i suoi clienti. Si tratta di Simone Fumagalli, titolare del negozio Esca & Pesca Sport di Muggiò. Nato pochi anni fa, sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per molti pescatori della zona, agonisti e non, sia per la competenza di Simone nell’ambito della pesca sia per l’ottima qualità dei prodotti trattati e che tra non molto avrà anche un’interessantissima novità per i suoi clienti, ma che ancora aspettiamo a rivelare. Tutto sarà svelato a tempo debito, abbiate pazienza! Con Simone ci conosciamo da diversi anni essendo dello stesso anno di nascita ed avendo partecipato alle stesse competizioni giovanili e a squadre. Organizzare un paio di ore di pesca non è stato difficile, specialmente sfruttando la vicinanza del Lambro dal negozio. Non dirò in quale tratto di fiume ci siamo recati in quanto non è mia usanza svelare gli spot battuti, ma quello che posso dirvi è che ogni tratto di fiume è ottimo purchè si trovi a monte dell’abitato di Monza. Il Lambro ha una larghezza che supera di poco i dieci metri e la profondità nei punti più profondi può toccare il metro e mezzo. Solo dove sono presenti delle buche la profondità può arrivare anche quasi a tre metri e, statene certi, in quel punto ci potrebbero essere delle interessanti sorprese in fatto di pesci. Le carpe possono arrivare anche oltre i dieci chilogrammi di peso ed hanno bisogno di profondità maggiori. A proposito della profondità e della larghezza molto dipende anche dal livello del fiume. In caso di forti piogge ci mette poco ad alzarsi di un paio di metri diventando impescabile. Alla fine si tratta di un fiume a carattere torrentizio e dalla portata limitata in condizioni normali. Le pesche che si possono praticare sono diverse: dal colpo allo spinning fino alla mosca. Simone è da sempre un “colpista” e gli è difficile staccarsi dalla roubaisienne; può sembrare strano ma anche in un corso d’acqua limitato come questo, la “francese” è valida, specialmente se usata con pochi pezzi, come in questo caso. Ho intitolato questo articolo “Lambro scaccia crisi” perché in un periodo come questo fare chilometri e spendere decine di euro tra pasture e cagnotti può essere un problema, specialmente se si ha famiglia. Il Lambro è il posto migliore dove pescare in economia: per le esche mezzo chilo di cagnotti con qualche colorato e una scatola di vermi, come attrezzatura cinque pezzi di roubaisienne oppure una canna fissa o ancora una bolognese da cinque metri, una fionda, un guadino, quattro galleggianti, una rocchetta di filo dello 0.16, piombini ed una decina di ami legati. Per questi ultimi basta una cassettina singola ed il gioco è fatto. Presupponendo che l’attrezzatura già si abbia in casa per acquisti precedentemente effettuati, il costo è solo quello delle esche ovvero cinque euro. La pastura non è indispensabile e va a discrezione del pescatore. I pesci sono abituati a muoversi appena vedono cadere in acqua pochi cagnotti ed a volte 500 grammi di bigattini possono essere anche troppi! Alla fine è stata la pescata effettuata con Simone e suo padre che ha garantito in appena due ore un bel bottino di pesci tra barbi, cavedani ed una tinca. Quest’ultimo un pesce dai colori stupendi, rara in molti corsi d’acqua. Ho parlato dei galleggianti ma non ho detto quanto tira la corrente. Basandoci sulle buone condizioni del fiume, senza che nei due giorni precedenti sia piovuto o si sia scatenato un violento temporale sulle Prealpi, la corrente è tra il molto lenta ed il leggermente sostenuta; mezzo grammo di peso è già eccessivo per la roubaisienne quindi meglio attestarsi non superare una grammatura da 4×12. La roubaisienne non è una canna fissa od una bolognese quindi si può usare pesi molto leggeri senza problemi, specialmente se si vuole insidiare i cavedani pescando sollevati dal fondo. L’uso di una leggera veletta può garantire di restare più fermi sul fondo e tentare qualche barbo o tinca. Passando sulla canna fissa cambia un pochino il discorso in quanto bisogna avere un peso necessario per riuscire a lanciare quindi non oltre il grammo di peso. Per quanto riguarda le dimensioni di filo e amo tutto dipende da cosa si vuole insidiare; sappiate che la colorazione dell’acqua è sempre abbastanza torbida quindi si può rischiare ad utilizzare anche degli 0.12 mm e ami del n.16. Certo, se l’idea è quella di pescare le carpe allora il discorso cambia letteralmente; con esemplari della taglia di cui ho parlato prima meglio avere una canna a mulinello, magari anche con il trecciato ed il mais. Il feeder è una tecnica che può rendere bene ma che ancora non abbiamo provato. Magari prossimamente vedremo di andare a fare un giro e vediamo quali sono i risultati. In ogni caso il Lambro è un fiume da scoprire, dove ogni posto parla da sé. Un corso d’acqua che merita rispetto e che purtroppo viene poco controllato dalle amministrazioni comunali e non solo.

Per pescare sul Lambro è obbligatorio avere la licenza di pesca regionale ed in alcuni tratti la Fipsas. Le acque Fipsas vanno dalla chiusa Bartoli in comune di Lesmo alla chiusa Gerno tra i comuni di Sovico e Biassono. E’ pescabile nei comuni di Triuggio, Biassono e Villasanta. La lunghezza della concessione è di circa 5 Km.

E se avete bisogno di qualche informazione e delle esche, oltre a tutto ciò che vi può servire per una pescata, Simone vi aspetta nel suo negozio Esca & Pesca Sport a Muggiò, specialmente a partire da settembre, non più in Corso Italia…

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