Prima prova di finale Campionato Italiano Method Feeder Freestyle
Pescosità bassissima, sponde al limite della praticabilità, gli unici a salvare la faccia sono i pescatori.
Circondariale di Ostellato campo gara “Ostellato Vecchio”, si é svolta domenica la prima delle tre prove di finale del C.I. Method Feeder Freestyle. 109 concorrente provenienti dalle selettive zonali del sud, centro e nord che hanno dato vita a una delle gare più attese di questo inizio stagione per gli appassionati del Method Freestyle. Disciplina giovane ma che raccoglie oramai da anni un numero importante di agonisti da tutta Italia. Sarà per la sua facilità di approccio, sarà perché in questo periodo la stagione del Feeder ancora non entra nel vivo ma comunque si vedono sempre più pescatori sulle rive di laghi e canali usare attrezzature che prima erano solo appannaggio della pesca in laghetto.
La (Magra) Pescata
Le 5 ore di gara sono state molto complicate, più di quanto ci si sarebbe aspettato, e non solo per l’approccio difficile in un campo di gara che in questo periodo non si mostra al meglio, ma anche per le condizioni delle sponde. (ma ne parleremo dopo perché l’argomento merita un capitolo a parte)
L’approccio di quasi tutti i concorrenti é stato quello solito per ostellato in questo periodo pescando a method, pesca serrata attaccati alle cannucce, spingendosi davvero al limite dove la conformazione del fondo e della sponda lo permetteva, e pescata alternativa al centro canale alla ricerca di zone con maggiore profondità dove sono uscite anche Breme di taglia oltre che qualche carassio. Mais intero e tagliato e una pastura in grado di rimanere in pesca anche dopo lanci di 80mt. Bandum e boilies oltre i sempre più presenti additivi e traccianti colorati che da quanest’anno tolto l’uso delle esche vive si sono visti in gran numero sui tavo6dei partecipanti. Nonostante l’impegno estremo di tutti la resa in pesca ha reso davvero poco, se non in qualche zona dove il pesce pareva più localizzato e se pur scarsa si é avuta una pescata degna di questo nome. Alessandro Gargini fa l’assoluto di giornata, secondo Buran Alex e terzo Giovannangeli Manuel nella classifica generale che porta al weekend finale i primi 80 concorrenti. Per il resto numerosissimi i cappotti, oltre 30 che hanno costretto per la seconda volta quest’anno ad Ostellato, tra sorteggi e ripescaggi di concorrenti rimasti al raduno dopo la gara, il raggiungimento di un numero congruo di partecipanti al weekend di finale. Vedere settori decisi da un solo pesce preso da cinque o sei pescatori e che alla pesa hanno dovuto fare i conti con il fattore “fortuna” nella speranza di aver preso un pesce di qualche grammo in più dell’altro, o magari desiderando che quell’unica preda resti ferma e la bilancia si blocchi subito conservando quei 10gr di acqua presi nel girare la nassa non é stato quello che ci si aspetta da un campionato italiano, come vedere settori con tantissimi pescatori fermi a zero. Bè, la fortuna esiste, e chi ha qualche capello bianco in più fatto di gare e “giornate difficili”, sa che a volte può capitare che ci sia da farle queste gare qui e si mette l’anima in pace, ma poi quando a questo si aggiunge altro la situazione sa di beffa, per non dire altro.
Condizioni oltre il limite
Infatti il campo di gara era in condizioni davvero non all’altezza di una manifestazione di questo tipo, erba altissima, postazioni che non permettevano l’accesso alla sponda per una zona franata, oltre che dei veri e propri muri di cannette che impedivano l’accesso all’acqua ad interi picchetti. Tutto questo perché in questo periodo é vietato lo sfalcio per la riproduzione di alcuni volatili. Situazione risaputa e che per quanto ci riguarda giusta per la conservazione della fauna in uno dei posti che rimane, al di fuori della pesca, un parco da conservare e valorizzare. Ma la domanda che ci si fa da pescatori e non solo, perché inserire una manifestazione di questo tipo in calendario ora? Sono ormai anni che il canale rende sempre meno in questo periodo per problematiche non sta a noi risolvere o giudicare. Perché mettere i pescatori in condizione di rischiare multe per ricavare una postazione minimamente fruibile? Perché rischiare l’incolumità di pescatori, accompagnatori e ispettori costretti a navigare in un mare di erba piena di zecche e buche? Ricordiamoci che le gare senza pesci vengono male, ma senza pescatori non si possono fare. Tutto questo, a scanso di fraintendimenti, per dire che Ostellato e i pescatori meritano il rispetto che si sono guadagnato l’uno per la sua storia gli altri per i propri sforzi economici e non solo. Pertanto ci auguriamo che chi ha la gestione della pesca e dei calendari preservi i pescatori da queste situazioni e il campo gara più importante d’Italia da queste brutte figure.
Autore: Uno dei partecipanti alla 1° prova del Campionato Italiano Method Free Style