SPINNING

Spinning – A pesca di Aspi con i Metal Jig


SPINNING ALL’ASPIO – IL MOMENTO DEI METAL JIG

L’aspio si sa, è un predatore molto particolare, capace di seguire qualsiasi tipo di esca fin sotto ai nostri piedi senza accennare minimamente l’attacco oppure di scagliarsi su di esse ancor prima che tocchino l’acqua. Il fatto che sia onnivoro, poi, non ci aiuta per niente; infatti non è raro vedere pescatori di feeder o passata incannare grossi esemplari con il bigattino uno dietro l’altro. E noi? A lanciare e guardare. Quando incominciai ad avvicinarmi a questo splendido avversario da autodidatta, lo scoglio più grande fu capire quali esche utilizzare e soprattutto quali recuperi effettuare. Facebook non esisteva e su internet le informazioni erano molto vaghe. Quelli che avevano delle conoscenze su questo predatore, non le condividevano con gli altri. Oggi è di dominio pubblico e tutti “sanno” che l’aspio caccia soprattutto piccoli avanotti, i quali letteralmente impazziscono alla sua vista e schizzano da tutte le parti. E’ questo che piace all’aspio, la frenesia! Si inizò pescando nei momenti migliori della giornata, ovvero alba e tramonto, quando l’aspio caccia a galla con le sue tipiche evoluzioni. Di norma si utilizzava un ondulante sulla cacciata e poi via a recuperare in tutta velocità. La mangiata arrivava subito, potente e rabbiosa. Negli anni le cose sono cambiate. Ora si catturano aspi anche con esche grosse, jerkate e twicchate, la popolazione è cresciuta di numero e di taglia e le catture (anche casuali) sono molto più frequenti.




L’AZIONE DI PESCA

Quando iniziai non conoscevo i metal jig per lo spinning sulle mangianze, ma a guardarli bene sembrano perfetti per la tipologia di pesca all’aspio basata sulla velocità: sono aerodinamici e hanno un peso specifico elevato per lanciare più lontano, sono affusolati e nel recupero a tutta velocità offrono poca resistenza. Le vibrazioni? Contano poco poichè l’aspio ci vede bene, molto bene. Certo, in condizioni di acqua sporca e pesca a profondità più elevata la vibrazione gioca una carta fondamentale, ma questa è un’altra storia, oggi si pesca a galla. Esco in barca e mi dirigo insieme ad un amico in un punto dove il Po accoglie le acque di un immissario minore. Le condizioni sono perfette per la tecnica che andremo a tentare in quanto l’acqua del Po è sporca e fredda per il discioglimento delle nevi, mentre quelle dell’immissario sono limpide e prima di mescolarsi insieme corrono una a fianco all’altra per alcune centinaia di metri; lo stacco è netto e visibilissimo. Qui si crea una zona di caccia favorevole dove gli aspi sul filo delle due acque utilizzano l’acqua torbida per non farsi vedere e sferrare agguati nell’acqua limpida. I nostri lanci vengono effettuati longitudinalmente a cavallo del mescolamento delle acque e i recuperi a tutta velocità vengono interrotti solo da brevissime pause con potenti jerkate che anticipano la ripartenza veloce. Con questa tipologia di recupero la mangiata e relativa afferrata sono qualcosa di devastante e improvviso ed è necessario mantenere sempre una velocità elevata nel recupero in modo che l’aspio si allami istantaneamente. Nonostante ciò capita spessissimo di sentire la botta in canna e ferrare a vuoto, questo perché abbiamo a che fare un predatore estremamente diffidente e furbo. Ci è capitato anche di sentire violente tocche appena l’esca ha toccato l’acqua. Il consiglio è sempre quello di stare pronti facendo entrare l’esca in acqua ad archetto chiuso. Il nostro avversario è in grado di coglierci impreparati e di sfruttare ogni nostra minima incertezza. Alla fine dei conti ci possiamo ritenere soddisfatti, abbiamo infatti pescato al di fuori di quelle “famose” finestre favorevoli senza vedere cacciate o attività in superficie. Nelle due ore più calde del pomeriggio abbiamo fatto due catture, sbagliato diversi pesci e altri invece ci hanno seguito fin sotto alla barca. Alla prossima uscita di pesca sicuramente andremo a colpo sicuro con ancora qualche nuovo accorgimento e, a mio avviso, ci sarà di nuovo da divertirsi

L’ATTREZZATURA

La canna che ho utilizzato in questa sessione è la ormai famosa Crony VistaBLU 701MH, evoluzione della Crony Aggress 701MH-S monopezzo dalla potenza max di 45gr di casting e dalla lunghezza di 7 piedi, monta anelli Fuji K originali e la placca è anch’essa dell’azienda giapponese. Leggera e corta quanto basta per un agevole utilizzo anche su una piccola barca, vanta un’ ottima sensibilità e una riserva di potenza pressoché infinita anche su pesci “fuori taglia”, un attrezzo allround che mi accompagna sempre nelle uscite a fiume e in canale. L’esca che ho utilizzato invece è il Balhae Jig di casa Damiki nella misura da 20gr, colore “mattatore” di giornata il Pink. Un buon mulinello con un rapporto di recupero veloce vi agevolerà molto nell’azione di pesca; ovviamente è d’obbligo prediligere il trecciato al nylon che conferisce un maggior contatto con l’esca, carico ideale 30lbs abbinato a un finale in fluorocarbon dello 0.50 legato direttamente alla lenza madre, consigliatissimo il nodo Modified Albright . Meglio rimanere un filino sovradimensionati perché l’azione di pesca è potente e si pesca quasi a frizione chiusa e poi, si sa…in fiume non si sa mai!

Stefano Covizzi
Predatori&Prede per Fishingmania

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