SPINNING

Spinning – Lucci a….rane!


SPINNING LUCCIO – DALLA RANA AL CAMBIO DI STAGIONE

Negli ultimi giorni le temperature si sono abbassate e gli ambienti che solitamente frequento cambiano totalmente aspetto: le ninfee e gli erbai muoiono aprendo gli spazi alla vista dell’acqua e un po’ rimpiango quei tappeti verdi che fino a poco tempo fa hanno creato riparo per i pesci e dai quali questi ultimi sferravano spettacolari attacchi a tutto ciò che di appetibile passava li sopra ed in particolare le mie rane! Mentre si pensa ad un cambio di approccio nei confronti del luccio, non posso che trarre un bilancio degli ultimi due mesi estivi fatto non di pesci enormi ma sicuramente di momenti entusiasmanti e cacciate mozzafiato. Chi l’ha già provato lo sa: nulla è più emozionante di una cacciata a topwater da parte di un pike, con le ninfee che sussultano, le accelerate a pelo d’acqua, l’onda che si alza dietro alla nostra esca e poi lo scoppio, i salti e le capriole. Insomma, emozioni pure. Sicuramente sul gradino più alto del podio è salita la Air Frog di Damiki. Con lei è stato amore a prima vista, forse perchè al primissimo lancio mi regalò subito un bel pesce vicino al metro e quindi ci credetti da subito. Un prodotto molto versatile, dal peso elevato (circa 1 oncia) e dalla mescola molto morbida che assicura in fase di ferrata un ottimo spostamento dell’amo e quindi una sicura presa di quest’ultimo nella dura bocca del luccio. Gli ami ottimali per questo innesco sono i Liqvidd Hook di Black Flagg nelle misure piu’ grosse (6,7 e 8). Per questo tipo di pesca è sempre preferibile l’utilizzo dell’acciaio rispetto al Fluorocarbon, infatti le frogs sono un boccone piuttosto piccolo e il luccio entra facilmente in contatto con il nostro terminale, io personalmente utilizzo carichi di rottura dalle 50 alle 100 lbs a seconda del trecciato in bobina. La lunghezza deve essere almeno di 45cm, io li costruisco con una snap generosa (meglio se con chiusura cross-lock) da un lato e un solid-ring dall’altra, sacrificando l’utilizzo del barilotto per mantenere il cavetto più leggero possibile per non compromettere l’azione in pesca della Frog. La canna? Minimo 3 oz, con un’azione moderata in punta, che consenta di assecondare salti e testate riducendo le occasioni di slamate, soprattutto perchè stiamo pescando con amo singolo. La Air Frog ha un piccolo pezzo di foam al suo interno che le consente, anche dopo diverse dentate, di mantenere un’azione floating e il costo è molto contenuto rispetto ai normali prezzi delle Frogs più blasonate. E quindi, mentre oggi riordino l’attrezzatura in previsione degli spot e degli approcci invernali mi fermo a osservare un pugno di rane dilaniate, ognuna con una storia diversa, ognuna con un “autografo”. L’anno prossimo con il risvegliarsi della natura non ci faremo sicuramente trovare impreparati!




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Testo e foto di Stefano Covizzi – Predatori & Prede