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Il Fiume Sacco a Falvaterra

ITINERARIO PESCA – FIUME SACCO A FALVATERRA

Il campo gara di Falvaterra si trova nel Lazio e più precisamente in provincia di Frosinone. Sorge sul fiume Sacco e presenta una sponda abbastanza omogenea per tutti i picchetti, con la possibilità di ospitare fino a 70 agonisti per la pesca al colpo ed al massimo una cinquantina a feeder.Il campo gara è molto comodo sia dal punto di vista del parcheggio, con la macchina alle spalle del proprio picchetto, sia per il posizionamento dell’attrezzatura. Nel tratto a monte sono state posizionate appositamente delle pedane in legno. Tante sono le specie ittiche che popolano questo tratto di Sacco: savette, cavedani, carpe, breme, carassi, triotti, alborelle e, nella stagione estiva, pesci gatto di dimensioni non superiori ai 15 centimetri. Il campo gara è largo 40 mt all’incirca e la sua profondità è omogenea per tutto o quasi la sua lunghezza attorno ai 2.5 – 3 metri. Le tecniche con cui possiamo affrontarlo sono differenti, Roubaisienne, Inglese sulla sponda opposta, Bolognese e Feeder. Andiamo ad illustrare la prima tecnica:

PESCA AL COLPO

Oggi peschiamo con la canna da bianco e prepariamo quattro punte: due montature leggere con una spallinata ampia e le altre due montature montate con galleggianti più pesanti per la ricerca della carpa. Queste due montature saranno con una con una piccola vela e l’altra con un classico galleggiante a goccia da tre grammi circa, oltre all’indispensabile coppetta per essere precisi e far meno rumore possibile. Procediamo ora alla preparazione di pastura e incollato, siamo in due e optiamo per due pasture di colore diverso, una scura di colore marroncino e una chiara di colore giallo, alle quali andremo ad aggiungere una manciata di mais. Ed infine procediamo ad incollare mezzo kilo di bigatto con un kilo di ghiaia.

Iniziamo la pescata con due pasturazioni differenti, per me tre palle di pastura e due di incollato, mentre Alessandro lancia quattro palle di pastura e quattro di incollato, oltre ad una scodellata di mais puro. Io inizio a pescare facendo una passata molto leggera, quasi a volare ed i pesci gatto quasi mi danno fastidio in questa pescata. Diversamente da me, ad Alessandro entrano in pastura le savette, nonostante stia pescando con una lenza più pesante della mia, quasi da carpodromo.

LA PESCATA

Dall’inizio personalmente mi sembrava una giornata da pesci gatto dopo averne infilati cinque in sei passate, ma fortunatamente ecco che si è presentato un cavedanello da un paio d’etti. Ricambio amo aumentando la misura dal n.18 al n.16 cambiando il modo di innesco. Nel frattempo la corrente ha rallentato ulteriormente. Pasturo con due palle tra pastura e bigattini e subito torniamo all’opera. Come vado in pesca ecco il galleggiante che si mette sotto a pelo d’acqua, ferro ma sbaglio la mangiata. Lascio affondare nuovamente il galleggiante conto fino a 3 e faccio una bella afferrata; il galleggiante sembra come se fosse impigliato sul fondo, tiro dietro la canna un po’ infastidito ma ecco che parte! Mi fa alzare dal paniere e mi fa andare di corsa verso la capannina con tutto l’elastico fuori. Cerco di riportare il “battello” sotto di me, ma è rimasto a centro fiume e non si sposta. Ridò una piccola pompata, ma non ne vuole saper nulla anzi, riparte verso la sponda opposta rompendo tutta la lenza. Ne prendo un’altra di scorta e la monto sulla stessa punta, vado a pasturare di nuovo ed ecco iniziare la danza delle savette. Una a giro con alcune di peso superiore oltre il chilogrammo di peso. Dopo un paio d’ore l’acqua inizia a fermarsi completamente ed Alessandro, come me successivamente, opta per una lenza più leggera. Fortuna che ho cambiato l’elastico con un 1.5 cavo perché inizia una breve danza delle carpe, con altri due pesci che attaccano alla mia lenza. Uno lo porto a guadino, ma per l’altro non c’è niente da fare. Passate le carpe, ritornano le savette, una dietro l’altra. Dopo alcune ore di tira e molla, le nostre braccia inizia a sentire la fatica ed i nostri stomaci i morsi della fame. Smontiamo tutto e tiriamo fuori le nostre nasse ricche di pesce per le foto di rito. In due avremo fatto più di venti chili ed è un vero spettacolo. Davvero un’ottima pescata: due cavedani, un barbo, una bremotta per Alessandro, qualche gatto e un venti pezzi di savette. Ottima pescata.

FEEDER

Ma a Falvaterra anche il feeder si ritaglia egregiamente la sua parte. Prepariamo 3 canne, una da 11 piedi per la distanza corta alla ricerca di cavedani e savette che sappiamo essere presenti in quantità. La lenza è molto semplice: una classica running rig con una piccola brillatura di 10 centimetri e finali dello 0.11 mm su un amo del n.18. Poi montiamo una canna da 12 piedi per la pesca sulla sponda opposta che andremo a montare con la stessa lenza di prima, ma con finale di diametro maggiore sullo 0.14 e amo del 16 alla ricerca delle grosse carpe che sono nel sottosponda opposto. Infine d’obbligo una method feeder. Quest’ultima sarà la canna dedicata alle grosse carpe e ai cavedanoni del fiume Sacco. Una volta misurate le distanze tramite l’ausilio dei paletti, clipperemo il mulinello in modo da essere maggiormente precisi nel lancio e nello scarico della pastura nella zona desiderata.

Personalmente io la imposto così: impasto 1 kg di pastura con all’interno del krill, una pastura molto attirante, e 1.5 kg di bigatto in colla. Nella linea corta scarico 3 cage di incollato e 2 di pastura in modo da fare un bel tappeto di “ciccia”, mentre sulla lunga distanza opto solo per bigatto incollato alla ricerca di carpe. Nella stagione invernale i pesci che sono più attivi sono carpe dal kg ai 5 kg e cavedani al di sopra del chilogrammo di peso. Nel periodo caldo, oltre ai fastidiosi pesci gatto, troviamo anche carpe e savette. Si ringraziano Persichilli Luca e Alessandro Maceroni per la gentile concessione delle foto e per la giornata passata assieme.

INDICAZIONI STRADALI

Arrivando da Napoli o da Roma imboccare l’Autostrada A1 Milano – Napoli e percorrerla fino allo svincolo di Ceprano. Fuori dal casello seguire le indicazioni per Falvaterra. Giunti alla stazione di Ceprano, svoltare a sinistra passando su di un cavalcavia e continuare fino ad arrivare sul fiume. Superato il ponte sul fiume e dopo 500 metri svoltare in una stradina sterrata che porta al campo gara Fipsas, riconoscibile dalla presenza di un cartello.

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