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Itinerari Lombardia – Lago di Ghirla, un paradiso nel varesino

ITINERARI LOMBARDIA – LAGO DI GHIRLA

Nella Valganna, tra la città di Varese ed il confine con la Svizzera, nel cuore delle Prealpi varesine, è presente un piccolo lago formato dal torrente Margorabbia che durante i mesi invernali tende a ghiacciarsi completamente: il Lago di Ghirla. Uno specchio d’acqua dalle piccole dimensioni situato a circa quattrocento metri sul livello del mare che nel periodo invernale vede molto raramente la luce del sole. Di per sé si tratta di un lago glaciale il cui livello è stato innalzato alla fine del diciannovesimo secolo con la costruzione di una diga sul Margorabbia. Un posto che tra i mesi di aprile ed ottobre regala colori a dir poco stupendi, legati alla fioritura degli alberi che circondano tutta la vallata. Un posto stupendo, ma estremamente difficile da affrontare per chi volesse pescarci. Un comune denominatore con tutti quegli ambienti che paesaggisticamente lasciano senza fiato. Spinning, pesca al colpo, carpfishing e feeder. Queste sono le tecniche che si possono utilizzare per affrontare le difficili acque di questo lago situato tra il Lago di Varese ed il Ceresio. Per quanto riguarda la pesca a spinning da sempre sono insidiati lucci, anche di grosse dimensioni, alcuni perca e diversi persici. Più difficile il discorso legato ai bass, non presenti in grande quantità anche a causa del forte abbassamento di temperatura nei mesi invernali. Per quel che riguarda il carpfishing invece sono presenti grosse carpe, ma i posti per posizionarsi sono molto pochi. Il lago normalmente presenta un livello che rende molto difficile la pesca con le tecniche del feeder e della pesca al colpo e solamente nell’estate 2015, a causa delle alte temperature, il livello idrometrico è risultato più basso di diverse decine di centimetri scoprendo un ampio spazio per posizionarsi comodamente sulla sponda senza avere il problema degli alberi alle proprie spalle nelle azioni di lancio. Come la maggior parte dei laghi lombardi, anche quello di Ghirla presenta molta profondità, al punto che nei punti più profondi può raggiungere oltre i 14 metri. Una profondità importante presente sin dai 15 metri da riva, con la gronda che tende a scendere molto velocemente salvo poi fermarsi per diversi metri e scendere ulteriormente con un altro gradino procedendo verso il centro del lago. Vista la bassa presenza di postazioni e di metri utilizzabili per la pesca agonistica, non si sono mai svolte delle manifestazioni agonistiche e la quantità di pescatori presenti sulle sue sponde è molto bassa. Oltre ai già citati predatori ed alle carpe, non sono presenti molte altre specie ittiche. Altissima è la presenza anche qua di gardon, con esemplari anche di taglia superiore al mezzo chilogrammo, poi sono presenti anche dei cavedani, persici reali, carassi e diverse tinche anche di taglia superiore ai due chilogrammi di peso. Il Lago di Ghirla, che per l’occasione abbiamo affrontato a feeder insieme all’amico Fabio Mosele, è uno spot molto difficile per la tecnica con il pasturatore in quanto bisogna riuscire a far si che questo arrivi ancora pieno sul fondale, per poi iniziare a rilasciare le particelle di pastura e tutto ciò che è stato inserito al suo interno. Le mangiate dei gardon sono molto meno voraci rispetto a quelle del Lago di Varese, proprio per il fatto che sono pesci ancora più selvatici. Motivo questo che obbliga l’utilizzo di cimini decisamente sensibili, possibilmente in carbonio ed ancora meglio utilizzando in bobina del trecciato che permetta di avere una migliore percezione della mangiata. Punto fondamentale è sicuramente la pastura, in quanto i cagnotti sono utili solamente come innesco insieme al mais ed il verme. Come in tutti i posti in cui si pescano i gardon, anche in questo caso è consigliabile una pastura scura, possibilmente aromatizzata per attirare maggiormente il pesce. Il fondale non è molto sporco, anche se sono presenti dei punti in cui ci potrebbero essere degli ostacoli in cui il pesce va a rifugiarsi. La pesca sul fondo non è affatto semplice, motivo per cui la pesca al colpo regala un maggior numero di catture nel periodo estivo pescando a galla con al massimo un paio di metri di profondità, fiondando pastura a scoppiare. C’è anche chi ha provato a pescare con la roubaisienne, effettuando delle interessanti catture di tinche e gardon proprio sulla gronda.

Fino a qualche anno fa era obbligatorio essere in possesso sia di un tesserino segna pesci della Provincia di Varese, sia di uno speciale permesso reperibile al comune di Ghirla. A partire dal 2015 tutti questi tesserini e permessi sono stati aboliti ed è sufficiente essere in possesso del versamento alla Regione Lombardia per pescare. Il posto dove ci siamo posizionati noi è situato all’inizio del Lago di Ghirla, dove sul ciglio della strada che collega Varese e Ponte Tresa è presente dello spazio per posizionare la macchina. La sponda in questo tratto, quando il lago è basso, è molto comoda. Nel resto del lago si può accedere all’acqua solamente lasciando la macchina molto lontano da riva e sono presenti pochi buchi tra gli alberi. E’ consentita la pesca con il belly boat a partire da quest’anno solamente per la tecnica dello spinning. Attenzione al limite di cagnotti consentiti ovvero mezzo chilogrammo, come da disposizione regionale. Il periodo consigliato per la pesca a feeder e colpo varia tra giugno e ottobre, quando l’acqua si scalda ed il pesce tende ad andare in attività. Per il resto, non è raro che tra dicembre e febbraio il lago risulti ghiacciato e si possa solamente praticare la pesca a spinning nel momento in cui si sghiaccia.

COSA VEDERE
La zona è molto interessante per le escursioni in montagna e per vedere i piccoli paesi presenti nella vallata.

COSA MANGIARE
Piatti tipici non ce ne sono, ma come in tutte le aree di montagna il problema di cosa mangiare non esiste. Selvaggina, salumi e funghi sono i piatti forti, oltre ovviamente alla polenta nel periodo invernale.

INDICAZIONI STRADALI

Arrivando da Milano percorrere l’Autostrada A8 fino a Varese. Giunti in città seguire le indicazioni per Ponte Tresa e la Svizzera. Usciti dall’abitato di Varese percorrere circa una decina di chilometri in mezzo alle montagne, seguendo sempre le indicazioni per Ponte Tresa finchè non si trova il lago di Ghirla sulla sinistra.

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