Spinning al Sugarello Spinning

Spinning al Sugarello


AJIN GAME – LO SPINNING AL SUGARELLO

Negli ultimi anni lo spinning al sugarello è una tecnica che sta prendendo sempre più piede tra i pescatori italiani. Che si svolga nel Mar Adriatico o sul versante ligure – tirrenico, poco cambia. La presenza del sugarello è massiccia e garantisce sempre delle ottime sessioni di pesca. E’ pertanto opportuno approfondire il discorso, cercando di capire come pescare questo carangide.




La filosofia di questa tecnica alla fine è quella che accomuna tutte le tecniche : divertirsi in primis. Per questo motivo si utilizzano principalmente attrezzature molto light. D’altronde il sugarello non è un pesce che raggiunge dimensioni esagerate. Riuscire a catturare pesci oltre i 7-800 grammi è un’impresa e già con esemplari da mezzo chilogrammo ci si può ritenere soddisfatti. Come tutti i pesci di mare, anche questo piccolo carangide regala divertenti e potenti fughe.

Le canne per lo spinning al sugarello devono avere delle vette molto morbide. Durante il recupero infatti la canna deve piegarsi da sola, senza che ci sia una vera e propria afferrata. Da certi punti di vista, è una pesca non molto diversa dal trout area. Personalmente la scelta dell’ultimo anno e mezzo è ricaduta su una canna targata Hart Fishing. Si tratta in particolare della Hart Bloody nella lunghezza da 224 centimetri, versione UltraLight da 1 – 7 grammi. Pescando dalla barca non sono necessarie lunghezze eccessive, mentre da riva è sempre opportuno avere qualche centimetro in più per poter aver più manovra di lancio.

Per quanto riguarda il mulinello, non servono le grandi misure. E’ sufficiente un classico 1000 o 2000. Per completare la “combo Hart”, la scelta migliore in termini di qualità ed anche prezzo è il Gold-Z 1000. La treccia non è importante in quanto il sugarello non è un pesce che può portare a rotture, oltre al fatto che non è necessario avere massima sensibilità durante il recupero. Come detto, la piega è spontanea ed il pesce si allama da solo. Nylon da 0.18 millimetri ed uno spezzone di fluorocarbon è sempre utile.

ESCHE DA UTILIZZARE

Da riva la bombarda è sempre la soluzione migliore in quanto consente lanci a maggior distanza. Dalla barca o sempre da riva, con gran quantità di pesce a corta distanza, la scelta ricade sulla testa piombata. La grammatura è naturalmente legata alla potenza della canna. Canna ultralight, quindi grammature tra due e sette grammi. Innescati, anche in questo caso, piccoli shad o “creature” che non superano i sei centimetri di lunghezza.

Letta così sembrerebbe una tecnica facile da praticare, ma non è proprio così. Il sugarello tende a stazionare in diversi strati d’acqua a seconda di nuvolosità, temperatura e corrente. Spesso può essere un problema anche far toccare sul fondo la testa piombata se è presente della corrente. Ma anche questa è una delle caratteristiche che rendono affascinate questa tecnica.

Quando si prende un sugarello è praticamente certa la presenza di altri esemplari. Si tratta di una specie che si muove in grandi branchi, pertanto le catture sono spesso a ripetizione. Quindi, catture a ripetizione insieme a qualche buon amico fanno di questa tecnica un ottimo svago dai cappotti quotidiani. Inoltre, non dimentichiamo che il sugarello è si un predatore, ma allo stesso tempo anche una preda. Di conseguenza la sorpresa inaspettata è sempre dietro l’angolo.