A mosca sul Rienza 167 Trentino Alto Adige

Itinerario Trentino – Rienza 167 d’Autunno


RIENZA 167 a CHIENES

Del Rienza nel tratto a Chienes già lo scorso anno ne avevo parlato. Lo affrontai durante l’apertura di febbraio ed è rimasto nella mia testa per tutto il corso della stagione. Quest’anno purtroppo ho affrontato il tratto a settembre, verso la chiusura della stagione. Un periodo in cui ormai la temperatura fredda e l’acqua a basse temperature fa da padrone ad un paesaggio naturale bellissimo e affascinante.




I PERMESSI
Il permesso si può reperire presso Happy Snack Chienes, Tel. 0474 565140. Il numero chiuso di soli Tre pescatori fa si che sia necessario prenotare per non rimanere a piede asciutto. I confini sono a nord dal ponte “Ehrenburger Brücke” fino al confine catastale Chienes con San Sigismondo (confine sud). Questo tratto è ormai molto conosciuto ed apprezzato sia per la taglia del pesce che per il numero della popolazione ittica. Il tratto è rigorosamente no-kill. Il regolamento viene rilasciato direttamente al momento della vendita del permesso.

LA GIORNATA DI PESCA
La giornata, particolarmente fredda in concomitanza della chiusura del tratto, non ha dato rilevanti problemi sulla pescosità. Ho iniziato a pescare verso le 8 (avendo acquistato il permesso il giorno precedente) e per tutta la giornata ho tenuto la sponda destra guardando verso valle. La mattina sono partito dalla metà della riserva e sono risalito per un lungo tratto. Dopo qualche lancio ho subito capito che la corrente mi avrebbe dato filo da torcere.

La mattina ho pescato con una canna 10 piedi, coda 3, pescando con la tecnica a ninfa. In particolare con due ninfe perdigones, mosche brillanti grazie alla copertura in fase di chiusura dell’artificiale con la colla UV. Ho preferito una pesca con fili da 0,16 mm per cercare di aumentare le catture ma mantenere una sicurezza durante l’azione di recupero.

La mattina è passata in fretta. Il pesce abbastanza fermo sul fondo non si è però fatto attendere troppo. Subito una bella fario è cascata nella mia imitazione e dopo ripetuti salti ed evoluzioni, rischiando di slamarsi, sono riuscito a salparla e rilasciarla. Dopo qualche minuto un altra vibrazione della canna, questa volta più intensa. Il pesce si ferma in mezzo alla massima corrente e non si vuole muovere. Dopo vari tentativi inizia una lotta durata una decina di minuti. Arrivato a guadino l’emozione è tanta. Faccio una foto veloce e rilascio una mega iridea che, stanca e lenta, scompare nell’acqua limpida del Rienza.

Dopo qualche cattura non troppo esagerata mi fermo a contemplare il paesaggio e per bere una tazza di tè del mio fidato thermos.

Il sole ormai alto mi fa balenare in mente un idea: provare qualche lancio a secca. Per le prime ore del pomeriggio mi ricredo della mia scelta ma, avendo la macchina abbastanza lontana, avrei rischiato di perdere le ultime ore di luce della giornata. Ad un tratto noto qualcosa che vola sopra l’acqua. Da uno diventano dieci, da dieci centinaia. Realizzo che sono capitato in mezzo ad una schiusa. Gli insetti si posano dolcemente sul pelo dell’acqua per depositare le uova, come piccole barche a vela navigano seguendo la corrente.

Mi stupisco dell’evento ormai in tarda stagione. Guardando l’acqua si vedono pinne e teste che colpiscono gli insetti. Dopo un attimo di sgomento provo qualche lancio, tendo una decina di artificiali ma non riesco a catturare nulla. Ormai decimate le mie mosche nella scatola, monto una march brown, mosca non propriamente stagionale, che al primo colpo fa uscire dall’acqua un mostro colorato. Una bellissima fario, che mi fa chiudere la stagione nei migliori dei modi.

Concludo ringraziando tutti coloro che mi hanno supportato ed aiutato durante tutta la stagione, per consigli, materiali e condivisione di storie e racconti, tutti coloro che ci hanno seguito su Fishingmania e che hanno letto i miei scritti. Auguro a tutti un anno pieno di felicità e ricco di catture.

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