Intervista a Jernej Ambrozic PESCA AL COLPO

Jernej Ambrozic – Campione del mondo Pesca al Colpo


INTERVISTA A JERNEJ AMBROZIC – IL CAMPIONE DEL MONDO PESCA AL COLPO 2016

Come tutti sapete, il bacino di Plovdiv, in Bulgaria, ha ospitato il Campionato del Mondo per Nazioni di pesca al colpo. Una manifestazione che ha visto la vittoria a squadre dell’Ungheria. Individualmente però la corona iridata si è spostata in Slovenia grazie alla vittoria di Jernej Ambrozic. In occasione del Natale, abbiamo pensato di fare un piccolo regalo ai nostri utenti intervistando il campione del mondo 2016 Jernej Ambrozic.




Prima di tutto grazie Jernej per la tua disponibilità a quest’intervista e complimenti per la vittoria del mondiale individuale. Vincendo il campionato del mondo sei entrato in una ristretta cerchia di grandi pescatori che hanno fatto la storia della pesca al colpo. Da Will Raison a Jean Pierre Fougeat, da Walter Tamas a Tom Pickering, passando per il cinque volte iridato Alan Scotthorne. Ed in questo elenco non c’è da dimenticare anche gli italiani campioni del mondo e d’Europa come Jacopo Falsini ed Umberto Ballabeni. Ti sei subito reso conto di quello che avevi fatto o ti sono serviti alcuni giorni?

Ti ringrazio per i complimenti, ma ancora prima di rispondere vorrei salutare tutti gli utenti di Fishingmania. Da tempo seguo il sito internet e la pagina Facebook. Per me è un onore poter essere presente anche io sulle pagine di Fishingmania.

Tutti i pescatori che hai citato li ho sempre guardati con ammirazione ed ora mi trovo accanto a loro nel palmares della più importante manifestazione di pesca al colpo. Quando ho realizzato quello che avevo portato a termine ho quasi faticato a crederlo. Anni fa, quando ero più giovane, ho sempre guardato e seguito Jean Pierre Fougeat.

Ho sempre avuto la sensazione che prima o poi avrei potuto raggiungere un grande obiettivo, in ricompensa dei tanti sacrifici fatti nella mia vita. Molte volte ci sono andato vicino chiudendo bene solamente la prima giornata di gare. Questa volta è andata diversamente perchè ho avuto due giorni assolutamente perfetti. L’essenza della mia vittoria è stata la preparazione psicologica. Sapevo di essere in un buona posizione sia dal punto di vista tecnico, che tattico.

Conoscevi già il campo gara di Plovdiv o era la prima volta per te in Bulgaria?

Non sono mai stato a Plovdiv e nemmeno in Bulgaria. Ero però a conoscenza di alcune caratteristiche del campo gara. Questo grazie all’aiuto di amici bulgari che erano già andati a pescare sul campo gara del mondiale. Naturalmente mi sono aiutato anche molto con il web cercando notizie sulla pesca da effettuare in questo bacino.

Cosa ne pensi di questo difficile campo gara?

Il campo di Plovdiv merita di ospitare un campionato del mondo essendo molto difficile da interpretare, specialmente dal punto di vista tattico. Uno dei problemi principali sull’interpretazione della pesca in questo campo gara era legato soprattutto alla pasturazione ed alla quantità di esche vive o morte da aggiungere in pastura. Questo è sembrato essere uno dei punti chiave per attirare il pesce nel proprio picchetto.

Puoi raccontare agli utenti di Fishingmania come hai pescato nei due giorni di gara?

I giorni di prova sono stati diversi rispetto alle giornate di gara. A metà settimana ho provato a capire quale poteva essere la giusta lunghezza di pesca con la tecnica dell’inglese. Di conseguenza è stata importante la scelta del peso dei galleggianti.

Per le due prove iridate, ho deciso di usare degli Stick Wagglers (più semplicemente una tipologia di galleggiante all’inglese) non eccessivamente pesanti. La scelta è stata di rimanere attorno ai 12 – 14 grammi di peso. Questa è stata la decisione azzeccata per riuscire a catturare i carassi. All’inizio ho pasturato con quaranta palle di pastura ad una distanza di 45 metri. All’interno della pastura ho tagliato dei vermi, aggiunto cagnotti morti ed un po’ di ver de vase.

Ho utilizzato dei finali di grosso spessore, attorno agli 0.14 millimetri ed ami della dimensione n.14, innescando quattro cagnotti bianchi. Scelta dettata dal fatto che il pesce durante le prove è sembrato maggiormente in attività all’inizio della pescata. I carassi infatti sembravano molto più attratti dalla pastura. Ecco spiegato il motivo per cui ho effettuato una pasturazione così intensa.

Inevitabilmente, con il passare delle ore, è stato necessario assottigliarsi sempre di più. I carassi infatti sono sembrati molto più apatici nella seconda metà di gara, rispetto all’inizio. Non è un caso che nell’ultima ora di gara è stato necessario l’utilizzo di finali da 0.10 mm ed ami del n.18. Anche la presentazione dell’esca è stata importante. Dai quattro cagnotti è stato importante spostarsi esclusivamente sul ver de vase come innesco. Secondo la mia opinione la cattura dei carassi è stata fondamentale per il mio successo finale. Mentre gli altri hanno pesato al massimo dieci esemplari, io in entrambe le giornate sono riuscito a prenderne dai sedici ai diciotto.

Andando nel dettaglio della pastura, ho utilizzato due chili di pastura Sensas Fine Mouture Carp, a cui ho aggiunto due chili di terra di somma e due chili di terra di fiume. In più, anche della bentonite ed un 30% di farina di pesce.

Per quanto riguarda la tipologia di lenza per la pesca all’inglese, ho optato per un terminale da 30 centimetri, girella ed un bulk di piombini a mezzo metro di distanza dalla stessa. Nel momento in cui la corrente è aumentata, ho spostato i piombini in basso, in prossimità della girella. In questo modo l’esca è rimasta continuamente ferma nell’area pasturata. Motivo per cui ho pescato con il terminale appoggiato una decina di centimetri sul fondo.

Nell’ultima parte di gara ho fiondato esclusivamente pastura pura, senza alcuna aggiunta di esche. Delle tre palle di pastura fiondata, una era dura e due morbide. In questo modo la pastura spaccandosi in superficie mi garantiva un maggiore richiamo del pesce.

Vuoi ringraziare qualcuno per l’aiuto che ti è stato fornito o in generale?

In primo luogo voglio ringraziare mio padre per essermi stato accanto per tutta la mia carriera agonistica. Oltre che un padre, è stato allo stesso tempo anche la mia sponda ed il mio primo sponsor. In secondo luogo è opportuno citare il marchio RIVE per tutto l’aiuto che mi ha fornito negli ultimi due anni. Infine voglio ringraziare tutta la mia famiglia per il sostegno.