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Itinerario Marche – Metauro a Fossombrone

CAMPO GARA - METAURO A FOSSOMBRONE

CAMPO GARA – METAURO A FOSSOMBRONE

Il Metauro è il fiume più importante delle Marche, con una lunghezza di oltre cento chilometri. Prende vita dall’Appennino toscano grazie ad un insieme di sorgenti e piccoli corsi d’acqua che sgorgano dalle montagne. Si tratta di uno dei più importanti corsi d’acqua di tutta l’area adriatica del Centro – Sud Italia, al punto da avere una buona portata d’acqua anche nel periodo estivo. Merito questo dell’impermeabilità del suo letto, la quale impedisce che l’acqua filtri in profondità.

Il Metauro ha un percorso principalmente torrentizio, ma in alcuni punti sono presenti degli sbarramenti e delle piccole dighe dove l’alveo si allarga, la profondità aumenta ed è facilmente eseguibile la pesca. E proprio in questi punti sono stati realizzati dei veri e propri campi gara per l’agonismo nazionale e locale. Uno dei più importanti, se non il più importante è il campo gara di Fossombrone. Un impianto Fipsas che ospita diverse manifestazioni ogni anno.

COMPAGNO DI PESCA D’ECCEZIONE

Siamo andati a scoprirlo in occasione di una trasferta nell’area di Pesaro, assieme all’amico e neo collaboratore di Fishingmania Daniel Hackett. Daniel, per chi non lo conoscesse, è uno dei più apprezzati giocatori di basket italiani in Europa. Con le maglie di Montepaschi Siena, Olimpia Milano ed Olympiacos Pireo ha conquistato i campionati nazionali. Attualmente è in forza alla corazzata CSKA Mosca, con la quale punta alle Final Four di Eurolega del 2019.

Ma Daniel non è solo un giocatore di basket, è sopratutto un grande amante della pesca. Pesca al colpo principalmente, senza disdegnare la pesca a feeder. Ogni volta che riesce a tornare nella sua città natale per qualche giorno cerca di ritagliarsi una mezza giornata per mettere in acqua la lenza. Il Metauro dista circa 45 minuti da Pesaro ed è uno dei fiumi da lui più frequentati.

IL METAURO A FOSSOMBRONE

L’abitato di Fossombrone si trova nell’entroterra pesarese, ad una trentina di chilometri dalla costa e da Fano. A primo impatto ricorda molto il Tevere ad Umbertide, anche se la tipologia di corrente è molto diversa. Guardandolo a valle di Fossombrone, il Metauro sembra un piccolo torrente con pochissima acqua. Ciò è dipeso da uno sbarramento situato a valle del campo gara che tende anche ad allargare il letto del fiume.

La corrente è praticamente ferma o molto lenta. Vicino a riva non c’è molta profondità, mentre si possono trovare fino a due metri e mezzo di acqua oltre la metà del fiume. La sponda è decisamente comoda e la pesca si effettua in prossimità dell’acqua. C’è una folta presenza di alberi alle spalle che non rendono scomoda l’azione di lancio e recupero pesce. In più garantiscono ombra nelle calde giornate estive.

LA LEGGE DELL’ALBORELLA

La presenza ittica è costituita principalmente da alborelle, barbi, cavedani e carpe. In particolare l’alborella è presente in grandissima quantità e tende a rendere difficoltosa la pesca nel periodo estivo quando si va in cerca di specie più di taglia. Si tratta di un’alborella di taglia abbastanza piccola, entro i cinque grammi di peso, molto vorace sul bigattino. Per le manifestazioni agonistiche la sua pesca può risultare un’interessante impostazione, nel caso di capacità ad effettuare in velocità la cattura di questo piccolo ciprinide. Sono sufficienti canne corte da 2 – 2,5 – 3 metri ed un buon quantitativo di pastura chiara.

Pescando a roubaisienne, il consiglio è quello di concentrarsi sul classico chicco di mais. Parliamo dell’unica esca che potrebbe tagliare fuori l’alborella ed utilizzar una pastura dolce, molto legante, a grana grossa. Nel periodo autunnale, invernale e primaverile, quando l’alborella non è presente, è la tecnica consigliata per la ricerca del cavedano. Una pescata da effettuare sula fiondata del bigattino, con lenze leggere e terminali fini.

SULLA SPONDA OPPOSTA

Infine c’è la pesca sulla sponda opposta, a ridosso della vegetazione. Canna all’inglese con grammature da 10 – 12 grammi e pesca a feeder. Per la tecnica con il pasturatore è l’unica soluzione nel periodo caldo per cercare di tagliare fuori le alborelle. Chicco di mais o pellet da innesco duro. Il tutto abbinato sia alla classica gabbietta o al pellet feeder. Grammature da 20 – 30 grammi sono sufficienti per percorrere i 25 – 30 metri di larghezza del fiume.

Consigliate delle canne sensibili in punta, ma con un buona schiena per poter combattere con le potenti carpe del Metauro. Canne da 12′, 3,60 metri di lunghezza, sono ideali per la pesca sulla sponda opposta. In abbinamento, ami a gambo corto, ma leggeri.

Purtroppo durante la nostra uscita l’alborella l’ha fatta da padrona ed è stato difficile catturare altre specie. A complicare le cose anche un forte caldo. Qualche pesce è però uscito, come barbi, cavedani ed una stupenda carpa regina molto combattiva. Le carpe in particolare si presentano con belle colorazioni, ben pinnate e decisamente attive.

INFO UTILI

Il campo gara durante la settimana è chiuso alle macchine. E’ necessario parcheggiare la macchina in prossimità della discesa dal ponte e poi portare l’attrezzatura a piedi. Obbligatoria la licenza di pesca e tesserino Fipsas.

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Il Metauro è il fiume più importante delle Marche, con una lunghezza di oltre cento chilometri. Prende vita dall'Appennino toscano grazie ad un insieme di sorgenti e piccoli corsi d'acqua che sgorgano dalle montagne. Si tratta di uno dei più importanti corsi d'acqua di tutta l'area adriatica del Centro - Sud Italia, al punto da avere una buona portata d'acqua anche nel periodo estivo. Merito questo dell'impermeabilità del suo letto, la quale impedisce che l'acqua filtri in profondità.
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