Light Rock Fishing

Rock Fishing a Spinning nel porto…Ultra Light Port Fishing!


IL PORT FISHING – ROCK FISHING NEI PORTI A SPINNING

Ultra Light Port Fishing. Ma da dove salta fuori questa terminologia  mai sentita prima? Semplice, dal nostro ultimo week end trascorso in Liguria dove, per la gioia delle nostre rispettive ragazze, abbiamo passato le mattinate di sabato e domenica con le canne da pesca in mano. Per almeno due giorni abbiamo lasciato a casa l’attrezzatura da feeder e per lucci/bass, con l’obiettivo di lanciare una nuova moda di pesca: il Rock Fishing che, praticato all’interno di un porto, si trasforma in Port Fishing!




 Il Rock Fishing è una specialità nata da pochi anni ma, nonostante ciò, sta riscuotendo sempre più successo poiché implica l’utilizzo di pochissima attrezzatura e risulta molto divertente da praticare. Di norma si effettua sui moli, tra uno scoglio e l’altro od in prossimità degli stessi, sia pescando sul fondo, sia pescando a mezz’acqua. A causa del forte vento di tramontana però, pescare sui moli ci è risultato molto difficile considerando le grammature a nostra disposizione. Per questo motivo abbiamo deciso di dirottare il tutto all’interno di un vicino porto più riparato dal vento per la vicinanza di una parete di roccia. In questo posto abbiamo avuto la possibilità di pescare in condizioni completamente differenti dal resto della costa, con mare calmo, maggiore visibilità del fondale e nessun problema legato alla risacca od alle onde. Insomma la classica pesca in porto, ma associata all’attrezzatura da spinning del Rock Fishing. Insomma, il Port Fishing versione Ultra Light! E’ stata l’occasione per utilizzare alcuni dei prodotti indicati per questa tipologia di pesca che ci sono stati forniti da due negozi con cui siamo in ottimi rapporti sia di amicizia, che di collaborazione. L’amico Andrea Caruso del negozio Silverfish a Corsico ci ha fornito la canna, una Takaida Finesse della ditta Milo, mentre tutte le varie esche ci sono state consigliate da Stefano di Predatori & Prede a Casale Monferrato. La Takaida è una canna di cui abbiamo già parlato alcuni mesi fa proprio in occasione della presentazione dei nuovi prodotti da spinning ultra light di Milo e che si rivela perfetta per questo tipo di pesca con i casting massimi da cinque e sette grammi. E’ la canna ideale per questo tipo di pesca che si effettua molto vicino alle sponde, sul fondale roccioso alla ricerca di specie che popolano questo ambiente come scorfani, bavose e sparidi. Una caratteristica fondamentale delle canne da rock fishing e, di conseguenza, anche della Takaida, è la sensibilità di punta. La canna non deve essere parabolica, piuttosto molto di punta in modo da poter utilizzare delle teste piombate molto leggere, di peso anche inferiore al grammo. Oltre a ciò la canna deve però avere una buona riserva di potenza, in grado di contrastare le sorprese che può riservare il fondale marino. Nei porti del ponente ligure tra Genova e Savona è raro imbattersi in esemplari di grosse dimensioni, ma non si sa mai e potrebbe non essere un caso attaccare anche scorfani oltre i quattrocento grammi, orate o saraghi di medie dimensioni od ancora dei sugarelli che attaccano l’esca a mezz’acqua. E’ fondamentale avere a disposizione diverse grammature di teste piombate da ¼ di oncia ad 1/32 di oncia. Non trovandosi in un lago, la corrente non è mai costante ed obbliga continue modifiche durante la pescata.

Per il Port Fishing le esche siliconiche da utilizzare sono diverse e devono avere un comune denominatore: i colori accesi. Il pesce di mare è più attratto da colori molto vivaci che variano dal bianco al rosso, passando per giallo e verde fluorescenti, oltre a rosa ed arancione. Fortunatamente i ragazzi di Predatori & Prede sono ben ferrati in questo campo e hanno saputo consigliarci bene con siliconiche da 4-5 centimetri simil gamberetto di una famosa azienda giapponese ed i vermoni Power Isome della Ecogear, il marchio da spinning legato a Marukyu. Oltre a ciò abbiamo anche provato i siliconici della linea Kamagotchi di Milo che nelle colorazioni rosso, giallo e verde risultano ottimali anche per la pesca a rock fishing oltre che per il drop shot o la pesca alle trote. Sono diversi gli inneschi che si possono effettuare: il gambero di norma si calza per i primi centimetri del ventre, il verme può essere innescato sia a Wacky che a Texas, mentre il pesciolino di norma si infilza alla testa facendo uscire l’amo a circa un quarto del corpo. Nel nostro caso ci siamo fermati maggiormente sull’utilizzo delle prime due opzioni, che sono risultate quelle più redditizie, con le colorazioni bianco e rosa. Il gamberetto è sembrato essere di maggiore gradimento per gli scorfani, con esemplari anche di taglia interessante, mentre le bavose hanno preferito attaccare i vermoni siliconici di marca giapponese.

Ma come si pratica il Port Fishing? Come abbiamo già scritto, l’esca deve essere calata vicino a riva, lasciando che arrivi sul fondo. Una volta toccato il fondo si fa saltare ad intervalli regolari la stessa esca sugli scogli, fermandosi ogni tanto per qualche secondo. E’ molto importante che il filo rimanga in tensione in modo da poter sentire la mangiata. Considerando la taglia dei pesci, non è raro che molte mangiate vadano a vuoto. Gli scorfani di solito tendono a rimanere subito attaccati in quanto presentano una dimensione maggiore della bocca, mentre per quanto riguarda le bavose la mangiata può essere più lunga. Utilizzando i finti gamberi si hanno maggiori possibilità di catturare esemplari di maggiore taglia. Una delle costanti di questa pesca è che sicuramente qualche testa piombata si perde incagliando sul fondale. Per migliorare la sensibilità, è consigliato l’utilizzo di un trecciato molto sottile nella dimensione di 0.03  – 0.04 millimetri. Per l’occasione ci teniamo a consigliare l’ultimo nato in casa Milo in fatto di trecciati ovvero l’Iron Trex. Un prodotto che dal momento in cui lo stesso Milo ce lo ha presentato, è risultato strepitoso per differenti tipologie di pesca: dallo spinning ultra light alle trote in laghetto, alla pesca a feeder, alla pesca in carpodromo con la roubaisienne fino al rock fishing in porto. Un prodotto che si è rivelato essere una vera e propria sorpresa e che continua a stupire!

Ah, dimenticavo, attenzione agli scorfani quando li prendete, sono abbastanza pericolosi ed è opportuno cercare di non prenderli in mano.

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