Rockfishing al dentice Light Rock Fishing

Light Rock Fishing


LIGHT ROCK FISHING

La pesca in mare. Affascinante ed imprevedibile al tempo stesso. Un ambiente che può regalare emozioni sia catturando grosse prede, che piccole prede.  Il mare può però essere molto perfido. La percentuale di uscite a vuoto può essere molto alta. Tutto sta anche nella scelta di tecnica da praticare. Fino ad una ventina di anni fa non c’erano grandi distinzioni. Pesca da riva e pesca dalla barca. La prima divisa in surfcasting e pesca con la canna fissa. La seconda in traina e bolentino.

Ora le cose sono diverse, specialmente con l’aumento di praticanti dello spinning. Spinning che a sua volta si divide in tre branchie. Spinning ai predatori, eging e light Rock Fishing. Quest’ultimo in particolare è forse la sottocategoria dello spinning arrivata per ultima. Il nome già spiega di che tipologia di pesca si tratta. Rock in inglese vuol dire sasso, quindi pesca tra i sassi. Quindi una versione dello spinning nell’immediato sottocosta, il tutto utilizzando attrezzatura ultra light. Da un certo punto di vista potrebbe considerarsi la tecnica sorella marina di Streetfishing e Trout Area. Per certi versi, con quest’ultima tecnica in particolare condivide molti aspetti. La più importante è che anche il Light Rock Fishing è di importazione giapponese.

DOVE PESCARE E COSA CATTURARE

Il Rock Fishing si effettua nel sottoriva a non più di cinque – dieci metri di distanza. In particolare si pratica da scogliere, moli e porti. Non è indispensabile che si svolga in presenza di scogli, in quanto si possono effettuare catture anche su un fondale sabbioso. In quest’ultimo caso si possono catturare tracine, mormore, triglie ed anche pesci piatti come sogliole, rombi e passere.

Spostandosi nell’ambiente roccioso aumenta la varietà di specie che si possono insidiare. Si passa dalla bavosa al tordo, dallo sciarrano allo scorfano. Quest’ultimo una delle prede più ricercate dai pescatori per la combattività che esprime quando è allamato. Non sono da dimenticare poi tutti gli esponenti della famiglia degli Sparidi. Occhiata, sarago pizzuto, sarago testa nera, sparlo, orata e dentice. Infine non sono rare sorprese di mezz’acqua durante il recupero lento come sugarelli e spigole.

ATTREZZATURA ROCK FISHING – CANNE E MULINELLI

 Come già detto, il Light Rock Fishing non si discosta molto dalle simili tecniche delle acque interne. Trattandosi di una pesca da svolgere con esche molto leggere su pesci di taglia mediamente piccola, serve attrezzatura ultra light. La lunghezza delle canne è relativa. Molto dipende anche dallo spot che si affronta. Si possono utilizzare anche canne da 240 centimetri di lunghezza, nel caso la situazione lo imponga. Fattore fondamentale è la tipologia di azione della canna.

Questa deve essere allo stesso tempo rapida sulla ferrata e molto sensibile in punta. La sensibilità è fondamentale per poter sentire la mangiata dei pesci più piccoli. In particolare la bavosa tende a pizzicare continuamente l’esca. Diverso è il discordo dello scorfano che possedendo una bocca più grande, tende ad ingoiare subito l’esca e muoversi di scatto. Quando si usano grammature molto leggere fino a cinque grammi sono preferibili canne con vettino pieno in carbonio. Per teste piombate oltre i cinque grammi e per la pesca sulle scogliere, dove è maggiore il moto ondoso, è preferibile una vetta cava in carbonio.

Capitolo mulinelli. Canne ultra light e corte implicano mulinelli di piccola dimensione. Dimensioni tra 1000 e 2000 sono preferibili. Per avere una migliore sensibilità alla mangiata, preferibile caricare le bobine con treccie molto sottili. Misure da 0.04 e 0.06 mm sono le più consigliate. In alternativa del nylon da 0.18 – 0.20 mm.

Sia per il mulinello, che per la canna, possibilmente che abbiano trattamento anti salsedine. In alternativa sciaquare sempre con acqua dolce una volta utilizzati.

ESCHE E TESTE PIOMBATE

Il Light Rock Fishing si effettua quasi esclusivamente con esche siliconiche. Imitazioni di gamberetti, pesciolini e calamaretti vengono aggredite con facilità dai pesci del sottocosta. In aggiunta anche imitazioni di vermi in silicone o realizzati con materiale organico danno ottimi risultati. La pesca si effettua a profondità che possono variare tra un paio di metri, fino a dieci ed oltre metri di profondità. Si necessita di teste piombate che possono variare tra 1.5 grammi fino a 10 grammi. A seconda del peso della testa piombata, montano ami tra n.8 e n.1. Importante la forma rotonda per una buona penetrazione nelle dure bocche delle specie marine.

Una volta iniziata la pesca, la testa piombata deve raggiungere il fondale. Toccato il fondo si improno dei movimenti verso l’alto che portino l’esca siliconica ad imitare un pesciolino, un verme o un gamberetto in difficoltà. Importante l’utilizzo di colori sgargianti come il rosso, il verde fluo, il giallo. Ma anche il bianco ed il trasparente sono colorazioni da avere sempre a portata di mano.

Considerando l’ambiente ricco di ostacoli è da mettere in conto il rischio di perdere delle esche. Meglio essere ben attrezzati con piccoli moschettoni, teste piombate di tutte le misure ed esche siliconiche. Molto importante, quando si pesca su profondità fino a cinque metri con acqua limpida, gli occhiali polarizzati.