Mondiale Feeder 2018 - Russia campione PESCA A FEEDER

Mondiale Feeder – Russia Top, Italia Flop


MONDIALE FEEDER 2018 – CHE RUSSIA!

Italia 2011, 1° edizione del Mondiale Feeder – Italia 2018, 8° edizione del Mondiale Feeder. Otto edizioni del Campionato del Mondo di pesca a feeder tra Monte Molino ed Ostellato. Due rassegne ospitate dall’Italia e due volte che vince la stessa nazione, la Russia. Russia che di certo non partiva come squadra favorita alla vittoria. Tutti si aspettavano la Grande Inghilterra di Tom Pickering e Steve Ringer. Due “mostri sacri” dell’agonismo inglese ed europeo, presenti anche nel 2011. Tra l’altro Steve Ringer vinse anche la medaglia d’argento individuale in quell’occasione.




Alla fine il Canale Circondariale Valle Lepri di Ostellato è stato interpretato meglio dai russi. Probabilmente volevano vendicare la sconfitta ai calci di rigore della sera prima nella Coppa del Mondo FIFA. Oppure il loro presidente aveva chiesto almeno una medaglia mondiale. Ovviamente si scherza. Di certo c’è che l’aria di casa nostra porta bene al gruppo russo.

Per una volta la Russia ha fatto il Team England. Una vittoria meritata sotto tutti i punti di vista e le due medaglie individuali ne sono la dimostrazione. La Russia si è presentata molto a suo agio con le breme ferraresi. Delle breme che nemmeno noi italiani ci aspettavamo potessero comportarsi in questa maniera. Tante skimmers, ma sopratutto tanti esemplari di grossissima taglia. Un Ostellato così, alla fine, non lo avevamo mai visto in passato. Ma dovevamo aspettarcela già qualche mese fa, quando si svolse il Girone Nord di qualificazione al Campionato Italiano Individuale di pesca a feeder. Breme non grosse, enormi. Pesci oltre i due chilogrammi di peso. Pesci di stampo europeo.

FOUILLES? NO, GRAZIE

Ma ciò che ha lasciato stupiti tutti è stata la totale mancanza delle plaquettes. Senza dimenticare la massiccia presenza di piccoli luciperca. Ecco, i luciperca, il punto di chiave della gara dei russi, degli inglesi e degli olandesi. Tagliare fuori le nascite di questo predatore è stato fondamentale per il risultato finale. Come farlo? Non usando il fouilles. E difatti alcuni concorrenti, diversi concorrenti, hanno deciso di non presentarlo nemmeno al controllo esche. Una scelta che potrebbe sembrare da pazzi, ma che in realtà alla fine si è rivelata vincente. La vittoria si doveva costruire con il pesce di taglia, non raccattando un centinaio di pesciolini da tre – quattro grammi l’uno. L’errore che in parte ha fatto la nostra squadra, ma di questo parleremo più avanti.

Soffermiamoci ancora un attimo su chi è uscito vincitore da questa due giorni di Ostellato. Un campo gara che si è trasformato da italiano, ad europeo. I russi le breme le conoscono bene, come tante altre nazioni del nord ed est europeo. Scorrendo la classifica infatti troviamo, oltre alla Russia, Olanda, Inghilterra, Germania, Ungheria, Belgio, Lettonia, Repubblica Ceca, Ucraina e Bielorussia. Tutte nazioni abituate alla pesca della breme, di taglia, di grossa taglia. E tutte queste squadre si sono presentate con le idee chiare.

Per concludere il discorso legato alla Russia, ha destato molta sorpresa la tranquillità con cui i suoi pescatori hanno affrontato le cinque ore finali di gara. Essere in testa alla classifica dopo la prima prova è una bella botta di fiducia, ma porta anche tanta paura. Paura di rovinare tutto e non portare a casa nemmeno il podio. Non è stato questo il caso. Cinque canne, pastura chiara, terminale corto, vermi tagliati e niente fouilles. Sessioni di pesca non troppo lunghe, ma anche perchè la mangiata in dieci minuti c’era sempre. Nove punti al sabato, dodici la domenica giusto per non strafare e rischiare troppo. Ventuno punti totali. Facile.

OLANDA – SORPRESA, MA NON TROPPO

A sorpresa il secondo posto è andato ad appannaggio dell’Olanda. Gli olandesi hanno chiuso con 17 penalità al sabato e, nell’ombra (ma sempre controllati da vicino), hanno chiuso con le stesse penalità anche la domenica. Lo stesso Pickering durante la seconda prova ha parlato di Olanda messa molto bene. Non una sorpresa per una squadra che ci ha abituato alla costanza di presenza sul podio nelle passate edizioni. Non è un caso se nel ranking mondiale è seconda dietro all’Inghilterra.

TEAM ENGLAND PRESTON

Giusto, l’Inghilterra di Tom Pickering. Una squadra sensazionale, composta da veri e propri campioni, con in testa i due fratelli Ringer. Steve Ringer nella seconda prova si è trasformato in Steve The Furious Ringer. In cinque minuti due breme da oltre un chilo di peso. In quindici minuti quattro pesci. Alla fine, otto chilogrammi complessivi. L’obiettivo non dichiarato era uno solo: il podio individuale. Purtroppo però per la classifica individuale era fondamentale chiudere con due penalità. Tornando all’Inghilterra, parliamo sempre di una vera e propria corazzata. Un altro podio, il sesto su otto edizioni. Una vera e propria macchina da guerra.

LE ALTRE

A tre punti dal podio si fermano la Germania e l’Ungheria. Partiamo per i primi, che guardano il bicchiere mezzo pieno grazie alla vittoria individuale del giovane Felix Scheuermann, uomo immagine Sanger. Vittoria meritata, anche con un pizzico di fortuna grazie al picchetto terminale domenicale di Felix. La squadra tedesca si conferma come una delle nazioni che ha avuto una crescita esponenziale maggiore negli ultimi tre anni. Titolo di campione del mondo nel 2016, terzo posto nel 2017, podio sfiorato nel 2018. In più, miglior risultato di giornata con dieci penalità al sabato.

Tra le più deluse sicuramente l’Ungheria di Walter Tamas. In Italia, in tutte le categorie della pesca al colpo, gli ungheresi hanno sempre mostrato grande capacità nell’adattarsi alla pesca. Dopo il Team England, sicuramente l’Ungheria è la squadra nazionale più completa e con le maggiori abilità. Tredici punti nella seconda prova, a dimostrazione che con qualche accorgimento è stato possibile migliorare il risultato del sabato. Ciò che lascia sicuramente sorpresi è la competitività di molte nazioni ed il livello simile di cinque – sei squadre. Ben quattro squadre in sette punti dopo la seconda prova, con l’Inghilterra a 12 punti dalla Germania. Cinque nazioni sullo stesso livello.

Menzione d’onore per la Georgia, alla prima partecipazione mondiale che chiude quindicesima, nella prima parte del foglio. Ed anche per il Sudafrica, quattordicesimo pescando le breme, pesci che vedono solamente durante i campionati del mondo in Europa. Il prossimo anno l’evento tornerà da loro, nell’emisfero australe, nel mese di febbraio. Tenteranno il bis iridato?

ITALIA, CHE HAI FATTO?

Probabilmente in molti aspettavano questo punto. Capitolo Italia. Capitolo flop. Capitolo disastro. Si, siamo tragici, ma cosa vi aspettavate? Dobbiamo parlare di una favola che purtroppo è andata male? Dobbiamo negare che ci siano dei problemi evidenti? No, non è nello stile di Fishingmania. Onore quando si vince, ma giustamente quando si va male bisogna accettare le critiche. Qualcuno avrà da ridire, come ha avuto da ridire dopo la riesamina del Trofeo Eccellenza Nord di inizio stagione ad Adria, ma noi siamo fatti così. Al nostro pubblico piace la nostra schiettezza.

La squadra azzurra, purtroppo, non ci ha capito niente. Attenzione, non lo diciamo noi, lo dicono i diretti interessati. In diretta Facebook Marco Manni, secondo di Maurizio Setti, ha ammesso che la squadra italiana non è mai riuscita a capire cosa fare per prendere il pesce di taglia. Ha inoltre ammesso di aver preferito una tattica di difesa, impostata sulla peschetta per tentare di restare nelle prime sei posizioni. Affermazioni sincere, da apprezzare, ma non bisogna dimenticarsi che noi giocavamo in casa.

L’Italia arrivava da campione del mondo uscente e ne esce con un particolare record : il secondo peggior risultato per una squadra campione del mondo in carica, dopo il Sudafrica. Diciottesimo (18) posto.

Questo l’elenco dei risultati delle nazioni campioni uscenti in passato :

Russia, 1° nel 2011, 8° nel 2012.

Olanda, 1° nel 2012, 7° nel 2013.

Sudafrica 1° nel 2013 (in casa), 24° nel 2014.

Inghilterra 1° nel 2014, 1° nel 2015.

Inghilterra 1° nel 2015, 2° nel 2016.

Germania 1° nel 2016, 3° nel 2017.

Italia 1° nel 2017, 18° nel 2018 (in casa e peggior record italiano ad un mondiale feeder).

E’ brutto far presente questi dati, ma forse ci sono stati degli errori di valutazione sotto molti aspetti. Componenti della nazionale? Forse si, anche se si può capire quanto sia difficile togliere uomini che hanno vinto il mondiale feeder da protagonisti. Cambiare è sempre un rischio, ma i commissari tecnici avrebbero dovuto forse fare delle scelte dettate dalle caratteristiche della pesca da effettuare e del campo gara. Sulla pesca delle breme questa non era la nazionale più adatta. Un aspetto condiviso da moltissimi pescatori italiani. Poi si sa, siamo un Paese di calciofili, tutti allenatori ed anche nella pesca è così.

Scelta delle sponde? Da non sottovalutare come aspetto, specialmente se consideriamo che tra gli spondisti non c’erano persone con esperienza in ambito internazionale.

Impostazione tattica? Quello sicuramente.

TATTICA SBAGLIATA SOTTO TUTTI I PUNTI

Mentre le altre nazioni andavano alla ricerca del pesce di taglia, noi abbiamo pasticciato. Peschetta corta, peschetta a quaranta metri. Ricerca del pesce di taglia a metà canale. Ricerca del pesce di taglia a lunga distanza. Niente, a noi il pesce di taglia proprio non è entrato.

Ma per non entrare il pesce di taglia vuol dire che ci sono stati degli importanti errori nella scelta delle pasture da utilizzare e delle esche. Abbiamo già detto dell’importanza di non dare troppo peso al fouilles. L’Italia invece il fouilles lo ha ritenuto fondamentale per la peschetta. Valutazione giusta, ma troppo alta la presenza di luciperca. Alla fine i pesi degli italiani parlano da soli.

Risulta comunque ridicolo come non si sia riusciti a trovare il giusto mix di sfarinati in un campo gara dove si svolgono le più importanti manifestazioni nazionali. Già un mese fa si era capito che sarebbero andate diversamente le cose. Possibile che in un mese lo staff italiano non sia stato in grado di capirci qualcosa? A quanto pare no.

PERCHE’ OSTELLATO?

Ma che Ostellato non fosse il campo giusto per noi non era una novità. Lo stesso commissario tecnico Maurizio Setti lo scorso anno si lamentava della scelta. Fosse stato per lui, sarebbe stato meglio andare a Peschiera del Garda. Osservazione giusta. Siamo in Italia, cerchiamo di avvantaggiare la nostra squadra.

Ed allora cosa bisogna pensare se non : perchè diamine abbiamo organizzato un mondiale feeder ad Ostellato se non siamo capaci di pescare le breme? E’ un’affermazione forte, ma assolutamente vera. L’Italia, tutti i pescatori italiani, nazionali e non, NON sanno pescare le breme come nel resto d’Europa. Sotto questi punto di vista siamo sotto due/tre livelli rispetto a tutti gli altri. Non è un problema di nazionale italiana, è proprio un problema italiano e basta.

Avrebbe avuto molto più senso cercare un’altra soluzione. Certo, non è facile, ma se vuoi avere qualche chance di riconferma o podio, avrebbe avuto più senso trovare un altro campo gara. Maurizio Natucci è stato onesto nel dire che abbiamo avuto dei grossi problemi nella pesca e non ci abbiamo capito nulla. Com’è stato altrettanto onesto a dire che abbiamo dei problemi a trovare dei campi gara adatti. L’Arno pisano sarebbe stato perfetto, se non fosse che non c’è la capienza per ospitare un mondiale. Ma fare un cambio con il mondiale giovani e portare i ragazzini ad Ostellato ed il feeder al Cavo Lama? Alla fine abbiamo vinto un mondiale con la peschetta, non sarebbe stato diverso al Cavo Lama. Ed ancora, la Fiuma? Peccato invece per la negatività con cui la sezione Fipsas veronese vede il feeder sul Mincio a Peschiera del Garda.

IL TEMPO DEI PROCESSI

Inevitabile. Qualcosa cambierà di sicuro. Per alcuni atleti probabilmente potrebbe anche essere l’ultima apparizione in nazionale. E’ ora di pensare anche ad un ricambio, con alcuni pescatori che sono nel giro della nazionale da tanto tempo con risultati poco soddisfacenti. Ovviamente ad eccezione dell’exploit dello scorso anno che, visto il risultato di quest’anno e degli scorsi anni, suona molto come evento eccezionale e non ripetibile a breve. La speranza è di sbagliarsi, ma se le altre nazioni crescono e si riconfermano al vertice, noi facciamo enormi passi indietro.

Da fuori l’impressione è anche una vera mancanza di gruppo affiatato. Le altre squadre al raduno, prima della premiazione, si trovavano tutte assieme. La nostra squadra era sparpagliata ovunque, compreso qualcuno che è rimasto sul campo gara quasi fino alla premiazione. La delusione era sicuramente tanta, ma le dichiarazioni a caldo dei protagonisti azzurri lasciano molto di che pensare.

Il feeder italiano deve crescere, ma per farlo deve fare delle rivoluzioni nelle competizioni nazionali. L’idea del Club Azzurro, tramontata dopo due anni, potrebbe essere una strada. Solo in questo modo si possono avere gli uomini migliori su determinate pesche. Ovvio, bisogna fare delle gare su campi gara regolari, non come il Club Azzurro del 2014 sul Canal Bianco a Cerea.