Carp Feeder Specialist Marukyu Milo PESCA A FEEDER

Carp Feeder Specialist di fine anno


CARP FEEDER SPECIALIST

Siamo a dicembre inoltrato, tra pochi giorni si passa nel 2017 eppure sembra di essere in primavera. Con temperature tra i dodici ed i venti gradi non si poteva non fare un’ultima pescata dell’anno a Carp Feeder Specialist. E’ bastata una telefonata all’amico Marco per organizzare il tutto. Ritrovo per il giorno di Santo Stefano in uno dei tanti corsi d’acqua del novarese. Unica raccomandazione che mi ha fatto Marco : “Vedi di attrezzarti stavolta!”.




Perchè questa affermazione? E’ presto detto. Lo spot di giornata non mi è nuovo. In inverno viene battuto spesso perchè regala sempre delle catture. Per di più catture assolutamente sane e selvatiche. Peccato però che mi viene difficile utilizzare dei finali oltre gli 0.30 millimetri. In realtà anche gli 0.20 millimetri, nonostante le tante rotture nel tempo. Ed il motivo di tante rotture è determinato dall’ambiente di pesca.

Questo bel corso d’acqua presenta lungo il suo percorso un’altissima presenza di vegetazione sia sulle sponde, che soprattutto in acqua. Una marea di ostacoli che garantiscono riparo al pesce. Riparo da qualunque pericolo. Il pesce ha avuto la fortuna di essere poco disturbato (finora e speriamo per lungo tempo ancora), riproducendosi senza problemi. Non è un caso che la biodiversità ittica sia altissima.

Passiamo dall’alborella al cavedano, dal gobione ed il vairone alla scardola. E poi ancora barbi comuni e pighi. Ma la vera padrona di casa è la carpa. Bellissimi esemplari di carpe regine popolano questo fiume/canale. Pesci di taglia poco sotto al chilogrammo, fino ad esemplari over 15 chilogrammi. Pesci stupendi, ma soprattutto sani. Le carpe di questo posto hanno colori accesi e pinne davvero impressionanti.

L’ultima volta che siamo andati con Marco faceva più freddo, ma qualche pesce è uscito. Ci siamo tornati a pochi giorni dal Capodanno assieme all’amico Lorenzo. Due volti non nuovi alle nostre pagine. Marco è Tester Field per Marukyu Italia. Lorenzo è un ottimo pescatore, che quindici anni fa è stato pure nazionale italiano di pesca al colpo nella categoria juniores. Nel 2001 in Ungheria assieme alla squadra azzurra ha conquistato la medaglia di bronzo. Due ottimi pescatori, due conoscitori delle carpe novaresi e di questa particolare pesca dove la pazienza e l’attesa vengono prima di tutto.

E’ estremamente importante attrezzarsi al meglio, senza trascurare alcun dettaglio. Prima cosa, quando si effettua una pescata Carp Feeder Specialist di questo tipo, è di ridurre al massimo l’attrezzatura. Una sedia o un piccolo panchetto. Una canna. Una borsina con gli inneschi. I terminali. E per finire un grosso guadino, con materassino per non rovinare il pesce. In pratica tutto quello che si può portare in un solo viaggio a mano.

Se vogliamo essere più precisi, è stata una giornata targata MarukyuMilo. Marukyu per quanto riguarda gli inneschi. Milo per l’attrezzatura.

Per prima cosa è da curare la pasturazione. Qualche fiondata di bigattini non fa mai male, ma la pastura fa la differenza. Marco e Lorenzo vanno sul sicuro con i prodotti Marukyu. Ecco in dettaglio ciò che hanno utilizzato :

Pasturazione – Skrunch Nut + Sticky Method Pellet Tutti Frutti da 4 millimetri + JPelletz da 6 millimetri

Un mix di ben tre sfarinati che mischiati tra loro risultano micidiali. Un’aromatizzazione che varia dal Fishmeal dello Stick Pellet fino all’arachide tostata della nuovissima Skrunch Nut. Due aromi fondamentali per attirare le carpe nella nostra area di pesca. Non è da disdegnare una piccola pasturazione preventiva con qualche palla a mano, assieme a qualche manciata di boiles. Per il resto è sufficiente utilizzare dei grossi method da oltre 70 grammi, in grado di scaricare ogni volta un’alta quantità di mix pastura / pellet.

Innesco – Credence Boiles Orange Punch e Milky Milky da 14 millimetri. Una pallina altamente veloce nella sua entrata in pesca, utili per sessioni brevi o proprio per le pescate specialist. La prima boile si contraddistingue per un forte odore pungente. La seconda per un profumo molto cremoso.

Innesco da tre “palline” su un amo del n.8 e fluorocarbon Rig Marole Cam H20 da 20-25 libbre con classico hair rig. E’ necessario essere così alti di spessore in quanto la carpa, una volta allamata, tende a cercare rifugio sotto i vicini rami sommersi. Trattandosi di pesci estremamente selvatici, la partenza è netta. La reazione del pescatore alla mangiata deve essere immediata. Per prima cosa bisogna cercare di non dare spazio al pesce. Importante quindi l’utilizzo di canne strong, dove poter tirare senza avere alcuna paura di rompere la canna stessa o il terminale. Se si riesce a girare la testa della carpa verso la propria sponda, metà del gioco è fatto. Non importa la dimensione del pesce. Che sia piccola o grossa, la forza è la stessa.

Ecco che entrano in gioco le canne targate Milo. In particolare ci siamo affidati alle Kreos, la novità del 2016. Una canna affidabile e dal costo contenuto. Si è rivelata in queste condizioni dove era importante la potenza da mettere in gioco. Tra le diverse catture è uscita infatti anche una stupenda regina stimata oltre gli otto chilogrammi. Senza contare poi quelle di dimensione leggermente inferiore. In un ambiente di piccole dimensioni è preferibile la misura da 3,30 metri e 90 grammi di casting della Kreos. Un grande aiuto viene dato dall’azione semi parabolica. Nonostante sia molto sensibile, la maggior parte del gioco viene fatto dal fusto robusto.

Infine il guadino. Fattore importantissimo. Meglio avere a disposizione un guadino da carpfishing. Non si può mai sapere la taglia del pesce che si può catturare.

Una pescata di fine anno che ci ha regalato grandissime soddisfazioni. Diverse partenze, sia durante la mattina, che nelle ore pomeridiane. Sicuramente l’innalzamento delle temperature ha aiutato a mettere ulteriormente in attività queste meravigliose carpe. Ma oltre a queste non sono mancati anche i cavedani che non hanno saputo resistere sia ai miscugli Marukyu, sia alle Boiles Credence. Il fatto curioso è che questi cavedani hanno mangiato su finali da oltre 0.20 millimetri.

Ma le parole sono superflue. Le foto raccontano ancora meglio la nostra pescata Carp Feeder Specialist e la validità di sfarinati, esche ed attrezzatura utilizzate.

Appuntamento al prossimo anno con altre catture targate Carp Feeder Specialist, Marukyu e Milo.

Articolo realizzato in collaborazione con Marco Pace e Lorenzo Comi – Tester Field Marukyu