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Come pescare le seppie da riva

La pesca ad eging, cioè la tecnica di pesca a spinning ai cefalopodi con esche artificiali importata dal sol Levante, ha ormai preso piede nel nostro paese. Tutti la praticano, dai bambini fino alle persone anziane.

Ormai sono sempre più frequenti le domande su come pescare le seppie da riva oppure i calamari. D’altronde si tratta di una tecnica apparentemente semplice. E’ sufficiente lanciare la totanara sul fondo, aspettare che tocchiil fondale ed iniziare il recupero. In realtà l’eging è molto di più. Recuperi lineari, a scatti, facendo saltellare la totanara sul fondo, stop & go, jerkate lunghe o corte. Insomma, semplice fino ad un certo punto.

Eging – Tecnica di intuizione

Il recupero può cambiare anche a seconda del pescatore. Si potrebbe pensare pescare le seppie da riva sia questione di sensazioni ed intuizioni. Una regola precisa non esiste. Inoltre molto cambia a seconda degli orari e delle condizioni atmosferiche e marine.

Ci sono posti dove è possibile insidiare tutte e 5 le specie (polpo, polpessa, seppia, calamaro e totano), altri dove si possono trovare solo polpi ed altri ancora solo seppie. Dipende da tanti fattori: limpidezza dell’acqua, profondità, luci esterne ed illuminazione che fungono da attirante per i cefalopodi. In più presenza o meno di minutaglia, fondale sabbioso o misto.

Come pescare le seppie da riva

In questo specifico caso andremo a trattare l’argomento di come pescare le seppie da riva

Primo punto

Partiamo da un presupposto fondamentale: alla seppia piace l acqua pulita, limpida o in fase montante prima che inizi a sporcarsi. Non ama il mare mosso e con corrente. Sembrano proprio letteralmente sparire in condizioni di quel tipo. Poi, come per magia, tornano in caccia al termine della scaduta, con acqua velata.

Secondo punto

Cacciano ininterrottamente giorno, notte, cambio di luce. Bisogna solo capire quale di questi momenti preferiscono nello spot che si andrà ad affrontare. Naturalmente durante la notte sono attirate dalle luci presenti sulla riva. Quindi i porti, le darsene ed i moli sono i posti migliori nelle ore notturne.

Terzo punto

Sono presenti nelle nostre acque da settembre (anche fine agosto, sopratutto nel sud Italia) fino a primavera inoltrata. Il periodo di riproduzione va da marzo fino a maggio. Una maggiore attività si rileva nei periodi a cavallo tra l’autunno e l’inverno e verso marzo/aprile. Ma come detto, dipende da zona a zona.

Quarto punto

Le seppie sono molto meno sospettose dei cugini calamari. Attaccano praticamente tutto e sopratutto non vedono il terminale, quindi si può usare anche un nylon. Diciamo che non si fanno scrupoli, anche se molte volte sembrano gradire colorazioni specifiche.

Quinto ed ultimo punto

Sono molto più “morbide” degli altri cefalopodi, di conseguenza bisogno ferrarle bene quando attaccano l’artificiale, ovviamente i tentacoli più lunghi sono delicati, ma se si pratica la tecnica bene difficilmente si attacca solo da quest’ultimi. Opportuno l’utilizzo di un guadino o raffio quando si pesca dalla spiaggia e, sopratutto, dagli scogli.

Come pescare le seppie – Attrezzatura

Canna

Specifica per questa tecnica ne troviamo tantissime, dalla super economica a quelle costosissime. Per la seppia serve una canna con casting fino a 4.0. Sostando spesso sul fondale, molte volte serve aggiungere un peso sul moschettone in modo da far scendere l’egi più velocemente. Situazione che può esserci su fondali profondi o con forte corrente.

Altra motivazione di utilizzare una canna con quel casting è anche la possibilità di incrociar qualche polpo. Ecco allora che una canna più potente può fare la differenza nel forzarlo.

Mulinello e treccia

Misura 3000 o 4000 per il mulinello. Treccia che può variare da uno 0.08 mm ad uno 0.15 mm. Tutto dipende dal fondale che può essere solo sabbioso oppure misto e se si pesca quasi sempre in presenza di vento frontale o trasversale.

Finale e moschettone

Va benissimo il nylon fino ad uno 0.30 mm. Per gli amanti del fluoro carbon, stesso diametro. Si può scendere anche ad uno 0.25 (uso diametri grossi per non perdere le totanare e per forzare polpi). Misura moschettone nella misura 0, 1, 2.

Colori e misure

Vanno tutti bene, ma diciamo che:
Giorno e notte acqua pulita – Amano i colori naturali, nero, verde, arancione, rosa
Acqua velata giorno e notte – Colori accesi anche fluo e fantasie cromatiche
Cielo coperto – Marrone, viola, arlecchino, verde
Cambio di luce – Arancione, giallo, colori con riflessi.

I colori che vanno per la maggiore comunque sono: Arancione, rosa, nero, verde, naturale.

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Le misure standard sono la 3.0 e la 3.5. In molti spot si va anche sulla misura magnum, cioè la 4.0 ed in zone calme anche la 2.5. Ci sono anche misure più piccole come 1.8 – 2.0, ma di solito si usano cambiando completamente attrezzatura e pescando ad eging in maniera light.

Tecnica di recupero

Dopo aver lanciato bisogna aspettare che l’egi arrivi sul fondo, da lì a seconda di come si preferisce bisogna alzare l’egi dal fondo con delle jerkate più o meno accentuate per poi farlo riadagiare sul fondo. Si aspetta qualche secondo e si ripete il tutto.

Di solito la seppia attacca sullo stop e nel momento in cui si effettua la jerkata. Si prendono anche a vista sotto le luci o a ridosso degli scogli o della battigia sullo scalino.

Una volta agganciata a frizione non troppo morbida ma neanche chiusa completamente, bisogna recuperare senza sosta, in maniera fluida. Importante assecondare le fughe degli esemplari di taglia. Da una parte si può sfruttare l’azione della canna, dall’altra con la frizione tarata a dovere. Molto importate è la ferrata iniziale che deve risultare decisa per agganciare bene la seppia alla corona.

Spot

Porti e antimurali – Sopratutto in presenza di luci, bisogna solo stare attenti alle cime e sporcizia sul fondo portuale.

Scogliere naturali e moli in mezzo alle spiagge – Normalmente di fronte a noi si presenta un fondale sabbioso, quindi bisogna solo stare attenti agli ultimi metri dove c’è la presenza di scogli sul fondo. Spesso attorno agli scogli girano le seppie.

Spiagge – Queste ultime caratterizzate da fondali solo sabbiosi o misti. Di solito sulla spiaggia si usa fare circa 5, 6 lanci e poi spostarsi di 10 mt e ripetere il tutto. La spiaggia consente di sondare molto mare e di fare una bella passeggiata.

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Ormai sono sempre più frequenti le domande su come pescare le seppie da riva oppure i calamari. D'altronde si tratta di una tecnica apparentemente semplice. E' sufficiente lanciare la totanara sul fondo, aspettare che tocchiil fondale ed iniziare il recupero. In realtà l'eging è molto di più. Recuperi lineari, a scatti, facendo saltellare la totanara sul fondo, stop & go, jerkate lunghe o corte. Insomma, semplice fino ad un certo punto.
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