Canale Scolmatore dell'Arno Toscana

Il Canale Scolmatore dell’Arno


CAMPO GARA TOSCANA – SCOLMATORE DELL’ARNO

La Toscana è una regione ricca di acque ma, nonostante ciò, campi gara veri e propri non ce ne sono poi così tanti e la maggior parte si trovano nel bacino dell’Arno. Da Arezzo fino a Pisa, passando per Firenze; in totale quasi una decina di campi gara sul fiume che bagna una delle più belle regioni italiane. All’altezza di Pontedera, intorno al 1950, è iniziata la realizzazione di un canale scolmatore con l’obiettivo di diventare una valvola di sfogo in caso di alluvioni dell’Arno. Opera che è stata conclusa con diversi anni di ritardi e tutt’ora non è ancora operativo al 100%, al punto che la portata massima attuale è inferiore di circa un quarto rispetto al progetto iniziale. Su di esso la Fipsas è riuscita realizzare un vero e proprio campo gara all’altezza del paese di Vicarello, con un paio di chilometri di sponda ben tenuta e con delle piazzole numerate per il facile posizionamento dei pescatori. La sponda è completamente naturale in terra ed erba. La strada in terra battuta, la quale non crea problemi di passaggio in caso di pioggia, nonostante corra parallela al canale non si trova nelle immediate vicinanze in quanto il posteggio dall’acqua dista circa una cinquantina di metri ed è situato sull’argine alto sopra la golena. Normalmente la corrente è molto lenta o ferma, con gli unici spostamenti dettati dall’influsso della marea a causa della vicinanza con il mare. In condizioni di forti piogge, e non sono rare, la velocità dell’acqua potrebbe aumentare a dismisura, obbligando l’utilizzo di galleggianti a vela fino a 50 grammi. Di norma nel periodo estivo, le grammature dei galleggianti sulla roubaisienne variano tra 4×10 fino a tre grammi, mentre in inverno e primavera si superano abbondantemente, sempre a causa del flusso idrico maggiore. Trattandosi di acqua proveniente dall’Arno, la colorazione rispetta quella di quest’ultimo ovvero abbastanza torbida. Lo Scolmatore a Vicarello si presenta con una larghezza che varia tra i 30 e 35 metri e con una profondità media che non supera il metro, un po’ di più, solo in alcuni punti. Abbondante la presenza di pesce in questo canale: carassi, pesci gatto americani, carpe e cefali, questi ultimi, anche fino a tre chili, in risalita estiva e autunnale dal Tirreno. Inoltre non sono rari i cavedani, le breme e la pesciaglia costituita da alborelle e persici sole. La pesca è molto tecnica e richiede la preparazione di quasi tutte le tipologie di canne: dalla roubaisienne all’inglese, passando per canne fisse e bolognese. La tecnica regina è sicuramente la prima, sia da effettuare alla massima lunghezza di 13 metri, sia con pochi pezzi di canna nel vicino sottoriva in prossimità delle cannette palustri. Con questa scelta la pescata si articola principalmente su carassi e pesci gatto fino al chilogrammo di peso; motivo questo, che obbliga l’utilizzo di attrezzatura abbastanza robusta con fili fino a 0.18 millimetri e ami tra n.8 e 12. Ad ogni modo è opportuno avere con sé anche dimensioni maggiori nel caso girassero pesci di più grossa taglia, come le onnipresenti carpe. Per quanto riguarda gli elastici si può arrivare fino a misure superiori ai 2 millimetri cavi. La canna fissa è una buona alternativa nel caso che la pescosità sia bassa ed è necessario trovare “nuovi lidi” per riempire la nassa. Con canne da 2,5 – 3 metri si può impostare una pesca di velocità su alborelle e piccoli cefali buttando un po’ di pastura e cagnotti sfusi. La bolognese è indispensabile quando la velocità di corrente è alta e con la roubaisienne non si può pescare con più di quattro o cinque pezzi di canna, montata con vele pesanti. Infine l’inglese è un’ultima scelta che a volte può risultare vincente pescando a centro canale. Nonostante sia presente tanto pesce, non bisogna abbondare con la pasturazione. Due chilogrammi di pastura gialla da carassi spesso sono fin troppo eccessivi, così come i cagnotti. Nonostante sia stato molto utilizzato come campo di gara nei decenni passati, il pesce dello Scolmatore non è avvezzo al rumore e ai movimenti sulla sponda. E’ molto importante pasturare con lo scodellino in quanto il pesce mangia dove vede cadere le palline di pastura o cagnotti incollati. Tra gli inneschi la scelta è ampia tra cagnotti, orsetti, mais e tremolina. I vermi di terra e letame possono regalare qualche cattura, ma non sono indispensabili. Il campo gara è molto comodo per il posizionamento, ma è opportuno avere con se una corda in caso di erba umida sull’argine e, naturalmente, un paio di stivali. Attenzione al regolamento del campo gara che prevede, fuori gara, la detenzione di non più di un chilogrammo di cagnotti e di un chilo di pastura.




Situazione Pescosità – Acqua a livello normale di colorazione chiara, non torbida. Presente una leggera corrente verso il mare. La discesa nel tratto “disabili” risulta essere discreta mentre le altre discese non sono ancora utilizzabili a causa del terreno sempre bagnato. Nonostante ciò i picchetti sono buoni per il posizionamento dell’attrezzatura. Qualche pesce è in movimento, ma ancora i pescatori toscani non hanno iniziato a battere il campo gara. La corrente viaggia al momento per la pesca con vele da sei ad otto grammi.