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Pesca in Corsica – Surfcasting

PESCA IN CORSICA A SURFCASTING

PESCA IN CORSICA A SURFCASTING

Chi non ha mai provato l’emozione di organizzare un viaggio? E se il viaggio fosse di pesca? Bhè credo che i brividi vengono solo al pensiero! Un gruppo di cinque Amici (Stefano, Gianluca, Ludovico, Ligio e Alessio), con la passione del Surfcasting, incorona il sogno di pescare in uno dei posti più belli d’Europa: la pesca in Corsica.

Isola ricca di storia, luogo spesso impervio, terra di conquista. Circondata da scogliere a precipizio sul mare, incantevoli spiagge ma anche cittadine da vedere e portare nel cuore. Da una chiacchierata davanti ad una birra nasce tutto, un po’ per scherzo, un po’ per parlare. E con un “fai da te”, che farebbe invidia alle migliori agenzie, il viaggio è studiato e programmato. I dettagli si curano maniacalmente, d’altronde quando si parla di pesca siamo tutti cosi noi pescatori. Sei giorni di passione, sei giorni di pesca, sei giorni da sogno, sei giorni di pesca in Corsica.

Sveglia in piena notte, si parte da Albano Laziale (Rm), con due auto cariche di ogni tipo di minuteria: “non si sa mai serva, li non lo vendono!”. Alle ore 6:00 inizia il viaggio. Circa tre ore e si arriva a Livorno. Prendiamo le esche, svariate: 4 kg di cardium (a Roma è comunemente chiamato chichirichì), 5 kg di bibi da coffa, 4 kg di cannolicchi, 30 scatole di americano “pitonico” e 30 scatole di bibi. Ora non manca più nulla.

Arrivati al porto, la classica fila di routine per imbarcare e si inizia a solcare il mare. Pochi minuti e la costa è lontana, davanti solo acqua salata. Quel mare che regala emozioni uniche, che spesso per chi ha la passione del surfcasting è avaro. Circa cinque ore e si intravede il porto di Bastia, città a nord est dell’isola francese. Si risale in auto. Il bungalow preso in affitto è a una trentina di chilometri a sud di Bastia, si raggiunge facilmente con una mezz’oretta di auto. Siamo nella costa est dell’isola francese. Dopo aver sistemato l’attrezzatura, un rapido boccone e la spiaggia è a soli 200 metri. Cosa facciamo, non proviamo qualche lancio? Neanche a dirlo la stanchezza del viaggio scompare improvvisamente e si lancia, finalmente. Non c’è vento, il mare è calmo, purtroppo! Si pesca tra i 60mt/100mt. Si fanno diverse catture, tutte da rilascio, in prevalenza sono orate, marmore e ombrine. Due ore per sfamare la voglia di pesca e si va a riposare, bisogna ricaricare le pile, saranno giorni impegnativi.

IL PRIMO VERO GIORNO DI PESCA

Il secondo giorno di pesca in Corsica inizia con, neanche a dirlo, la sveglia all’alba. Colazione e direzione “spiaggia del bravone”, costa est dell’isola. All’arrivo il mare è “montante”, quindi le condizioni sembrano ottime. Le prove sono molte: dall’innesco alla distanza di lancio, ma le catture sono poche e la pezzatura è tutta da rilascio. In particolare le catture più ricorrenti sono oratine. Un panino per pranzo, la pesca non da tempo per pranzi sofisticati. Le oratine non mollano le nostre esche. Scambi di opinioni e si creano confronti costruttivi per cercare di trovare le idee che facciano cambiare questo trend. Dopo 12 ore di mare, si chiudono le canne. Le catture restano poche e di piccola taglia. Non abbiamo trovato la chiave di volta ma non c’è tempo per la delusione, domani si pesca nuovamente!

SECONDA PESCATA

Terzo giorno, la sveglia è sempre presto, la voglia di riscattare la pescata del giorno precedente è troppa. La colazione serve per un breve confronto pre-pesca e si parte in direzione della foce del Golo. Si resta sempre sulla costa est della Corsica. Parcheggiate le auto, scendiamo, sguardo al mare, anche oggi poco mosso ma non ci demoralizziamo. Si scaricano le canne velocemente. Per i pescatori di Surfcasting, il mare calmo non è la condizione giusta perchè servirebbero le onde. C’è un po’ di vento, intravediamo una piccola “condizione” di pesca, siamo determinati.

Tutti e cinque schierati in 140/150mt di spiaggia, ognuno con le proprie canne in acqua. Le catture non mancano, ma manca la taglia. Ci fanno compagnia piccole orate, ombrine e marmore. Anche con inneschi importanti, questi non vengono minimamente attaccati. Le ore passano, le catture continuano, la taglia resta la stessa. Gli immancabili panini, colmano la fame. Si guarda fisso il cimino delle canne. Ad ogni distrazione si scoprono panorami da sogno. La Corsica sembra un quadro naturalistico disegnato e colorato da Caravaggio, perfetto in ogni sua sfaccettatura. Il moto ondoso ci fa compagnia e nel silenzio surreale si sente la voce di Ligio, che attira l’attenzione di tutti noi, finalmente un combattimento!

Lo raggiungiamo, tutti vicini a goderci lo spettacolo. Dopo tutte queste ore ci voleva, nessuno lo diceva ma il morale stava andando giù. I minuti passano velocemente: 3, 5, 10, 15…finalmente! Orata! Non ha resistito al bibi da coffa. Non abbiamo la bilancia ma l’esperienza ci fa stimare questo pesce intorno al i 2 chilogrammi. Riprendiamo le postazioni ed ora c’è anche la consapevolezza che si può fare bene. Le catture riprendono ma continuano ad essere pesci di piccola taglia. E’ ora di chiudere. Si torna al bungalow. Una buona pasta ci fa rinascere. A tavola l’argomento è la pesca, ovviamente.

Trovarci in Corsica per la prima volta, con nessun tipo di esperienza su queste spiagge ci fa pagare un conto forse salato. Il pesce non manca, ma la taglia non è quella sperata. La notte oltre che riposo, porterà consiglio?

PESCA IN CORSICA – SPOSTAMENTO SULLA COSTA OVEST

Quarto giorno, sveglia presto. La novità di oggi è che ci spostiamo sulla costa Ovest dell’Isola, spiaggia di Algajola, ad un’ora e mezza di auto. Dall’alto ammiriamo la location di oggi: un quadro! Il vento è forte, siamo carichi. La strada scende e dopo qualche minuto siamo in spiaggia. Se in cima il vento era forte, qui sulla spiaggia è completamente assente e il mare è calmo. Le condizioni meteo anche oggi non ci assistono. Lo spot si presenta con un piccolo golfo ed una spiaggia profonda. Scarichiamo tutto, montiamo e senza troppi indugi iniziamo la pescata.

Chi parte più lungo, chi più corto, chi con il bibi, chi con l’americano. Qualche risata per sdrammatizzare, ma le ore passano e non si vede un pesce per nessuno. Pausa pranzo, dopo diverse ore siamo tutti con il cappotto. Mangiati i panini si torna a pescare! Oggi lo scotto che stiamo pagando è davvero troppo duro. Cambiamo inneschi, piombi, finali, lunghezze di pesca ma niente da fare, il cappotto procede. Tutti cappotto. Con il morale giù smontiamo e carichiamo tutto in auto. Durante il rientro al bungalow si parla poco, un po’ la stanchezza, un po’ il morale, ma il silenzio ci tiene compagnia. Una volta rientrati: una bella doccia calda, un piatto di pasta e si va a dormire, dobbiamo ricaricare l’umore.

SESSIONE ALLA FOCE DEL GOLO

Quinto giorno, sveglia presto, colazione e un buon caffè. Si risale in auto, torniamo alla foce del Golo. Degli spot visti è quello che ci ha regalato maggiori catture, pensiamo che si possa fare bene. Amici che hanno frequentato questa spiaggia ci hanno parlato di Ombrine di grandi dimensioni. Arrivati in spiaggia decidiamo di metterci più verso sinistra, circa 500mt. Le condizioni, tanto per cambiare, sono difficili. Un forte vento laterale, il mare in crescita e onde che spostano grossi tronchi, spesso veri e propri alberi lunghi anche 6/7 mt. Questo passaggio di tronchi ci rallenta l’azione e perdiamo svariate montature .Quando riusciamo a stare in pesca decentemente il pesce non manca, ombrine e orate in prevalenza ma tutti pesci da rilascio 300/400gr.

Il vento aumenta e il passaggio di questi pezzi di legna sembra non finire. Mentre cerchiamo di limitare la perdita di ami e lenze, Ligio ferra un bel pesce. Il combattimento sembra più divertente, rispetto ai pesci catturati sin ora. Anche se la pezzatura non è grandissima, non è facile portare a riva questo pesce con tutti questi tronchi. Dopo pochi minuti intravediamo la sagoma, una bella Ombrina 800/900gr. Le catture continuano, ma chiudiamo, troppe lenze perse non ne vale la pena continuare.

SPIAGGIA “LA MARANA”

Sesto giorno, Domenica. Niente sveglia, la mattina ci svegliamo con calma, iniziamo a rassettare un po’ le cose. La vacanza di pesca sta per terminare. Pranziamo con dei pezzi di pizza e tra un morso e l’altro decidiamo la location, spiaggia “la marana” a circa 1,5km da casa. Ieri sera il vento era sostenuto, oggi completamente assente. Finito il pranzetto veloce, si va subito a pesca! Arrivati in spiaggia Alessio con passo veloce decide di posizionarsi sul lato destro, ha notato un che la corrente crea un “canale” a circa 50/60mt. Si posiziona per primo e con poco tempo mette in pesca due canne. Ci posizioniamo tutti, l’umore è ottimo.

Si fanno varie prove, ci giochiamo le ultime carte per cercare qualche bel pesce. Tornando, Ale ha notato che la corrente non lo fa rimanere in pesca nel “canale” che ha notato. Quindi monta una terza canna cambiando il piombo, da una sfera da 175 gr ad uno spike da 150 gr. Rilancia nello stesso punto, adesso la canna rimane in pesca, proprio dove vuole lui. Ora è soddisfatto! Il tempo di mettersi seduto, passano all’incirca 30 secondi e…una violenta piega accompagnata da un forte rumore di frizione! Uno scatto verso la canna che si trova ad un 20/25 metri dalla postazione, ferrata decisa, pesce grosso in canna per Alessio!

Il cambio ha premiato! Lancio a circa 50/60 mt, finale ø 0.33 da 90 cm, amo 4/0 e innesco americano. “Et voilà”! La preda allamata è “pesante”. Sembra dover tirare uno scoglio piantato sul fondo. Il pesce è fermo. La paura di perderlo non fa forzare. Parte prepotentemente verso sinistra, passa sotto le due canne di Ale, fortunatamente senza problemi. La corsa continua verso sinistra e raggiunge la postazione di Stefano. Nel minimo del possibile tutti si rendono utili a spostare canne ed attrezzature. Le canne di Stefano sono superate, ma il pesce continua a puntare a sinistra, Ludovico capisce e anche lui fa il possibile per aiutare il combattimento. Superato anche lui, dalla postazione di partenza il combattimento si è spostato di 50/60 mt.

Sembra fermare la corsa verso sinistra, forse ci siamo. Neanche a pensarlo, punta verso in largo, la frizione si sente, pochi secondi e prende 15 mt. Si ferma un attimo e riparte ancora, altri 8/10 mt. Alessio non dice “A”, non si espone, è concentrato sul combattimento e cerca di gestire, per quanto può, questo pescione. Non sembra proprio arrendersi, altra sfrizionata e altri 4/5 mt presi. Ale fa qualche passo in avanti per assecondare le numerose partenze. La tensione è alta, tutti parlano poco. Il combattimento ha attirato l’attenzione di diverse persone che passeggiavano in spiaggia. Sembra che il pesce si sia stancato, Alessio continua lentamente il recupero.

4 CHILI DI OMBRINA

I minuti passano velocemente e dopo mezz’ora, si inizia a vedere la sagoma. Un urlo liberatorio di Ale, a scaricare tensione ed adrenalina, fa capire che il pesce è salpato, Ombrina! Arrivano i complimenti di tutti, anche degli spettatori. Si avvicinano una coppia di francese a chiedere informazioni e con un discreto inglese si cerca di rispondere alle loro curiosità. Abitano proprio davanti la spiaggia. Tra una foto e l’altra, stimiamo l’ombrina sui 4 kg. La signora francese capisce che parliamo del peso del pesce e su gentile richiesta invia il marito a prendere una bilancia a casa. Tempo 3/4 minuti ed è di ritorno.

Si fanno scommesse su chi azzecca il peso. La bilancia si ferma sui 4,3Kg! Pesce davvero bellissimo! Alessio se la guarda e riguarda. I ragazzi si rimettono in pesca, tutti determinati. Si può fare bene! Passano pochi minuti e Stefano porta all’asciutto un Sarago di bella taglia, superiore al ½ Kg. Anche Ligio ferra e dopo poco porta in spiaggia un altro Sarago della stessa taglia di Stefano. Queste catture danno morale. Scherziamo e ridiamo. Anche Ale si rimette in pesca e dopo poco, sarago anche per lui! Prima Gianluca e poi Ludovico catturano altri due bei saraghi! Oggi la taglia è davvero buona. Tutti si stanno divertendo e i saraghi la fanno da padroni. Ancora Alessio salpa altri due bei saraghi, la taglia è buona, tra i 4 e i 6 etti.

Oggi Ale ha letto il mare nel migliore dei modi! Tutto perfetto ma, sul più bello, verso le 18, un improvvisa e massiccia presenza di alghe fa chiudere le canne prematuramente. Si torna al bungalow. Si cena e si va a dormire. Sveglia presto, ma non per andare a pesca perchè si torna a casa. Arrivati al porto di Bastia, imbarchiamo con un po’ di malinconia. Vediamo l’isola francese allontanarsi. In questi pochi giorni abbiamo staccato davvero la spina dalla routine quotidiana, la voglia di tornare in Italia è davvero poca.

PESCA IN CORSICA – ESPERIENZA DA VIVERE

Durante la navigazione si fantastica. Ci torneremo? Molto probabilmente SI! C’è voglia di scoprire altri spot, di conoscere meglio questa Corsica che merita i migliori aggettivi. Sicuramente il periodo migliore per tornare è quello autunnale/invernale. Il rientro è accompagnato da molte risate e dalla stanchezza che è giunta all’improvviso.

Non avevamo rapporti di amicizia e non sapevamo come ci saremo trovati. Ora che siamo a Roma possiamo dirlo che siamo stati benissimo, in sintonia su pesca e convivenza. Ci salutiamo con abbracci forti, veri. Esperienza di pesca bellissima con pescatori veri. La Corsica merita davvero i migliori aggettivi.

Beh, è strano scrivere un racconto non essendoci stato me le emozioni che mi ha trasmesso Ale con la sua testimonianza ha reso possibile tutto ciò. La pesca è anche questo.

Grazie ad Alessio Spera!

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Chi non ha mai provato l’emozione di organizzare un viaggio? E se il viaggio fosse di pesca? Un gruppo di cinque Amici (Stefano, Gianluca, Ludovico, Ligio e Alessio), con la passione del Surfcasting, incorona il sogno di pescare in uno dei posti più belli d’Europa: la pesca in Corsica.
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