Valle del Chiese a Spinning Handmade Trentino Alto Adige

Valle del Chiese con Spinning Only Handmade


SPINNING HANDMADE NELLA VALLE DEL CHIESE

Parafrasando Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti “Sono un Pescatore Fortunato”. La prendo alla larga. Parlando di Suoceri spesso vengono alla mente rapporti sempre sul filo del rasoio ed al limite della sopportazione reciproca. Invece io no! Ho dei Suoceri fantastici.




In primis perché hanno dato i natali alla mia “amorevole e dolce ¾“ che mi sopporta. Poi perché mi hanno accolto in famiglia come un figlio e soprattutto perché da pescatore mi ospitano spesso nella loro casetta di Ponte Caffaro.

Questa è una ridente cittadina in provincia di Brescia, al confine tra la Lombardia ed il Trentino, sulle rive del Lago di Idro e proprio tra le sponde dei fiumi Caffaro e Chiese. Insomma un vero e proprio parco giochi.

La Valle del Chiese offre ai turisti un ventaglio di attività all’aperto. Si parte dal parapendio, al kite surf, alla mountain bike. Ed ancora si può andare a fare jogging, a funghi, a castagne. Il tutto incastonato in una cornice paesaggistica di rara bellezza e tranquillità.

Ma occupiamoci di pesca altrimenti sembro pagato dalla APT di Trento, anche se vi consiglio di venire nella Valle del Chiese.

Se non si vuole “scarpinare” ed andare a pescare in “quota” (anche se ne vale la pena, vi posso assicurare che il Caffaro a 1.700 metri è spettacolare), gli itinerari sono tutti comodamente raggiungibili in auto pur rimanendo in ambienti affascinanti ed altrettanto divertenti.

Arriviamo al dunque. Perché questo titolo “La Valle del Chiese – Only handmade”? Sicuramente è intuibile. Sono un malato di autocostruzione e da quando ho iniziato per gioco a costruirmi i primi lipless in balsa, mi sono fatto tirare dentro in una spirale dalla quale, credo, di non voler più uscire.

Affronto le mie uscite a spinning quasi esclusivamente con i miei artificiali. A volte mi regalano grandi soddisfazioni, altre volte mi tocca ripiegare sulla gomma. Oh, se non mangiano, non mangiano!

Sveglia alle 05.30. Alle 6.00 sono già al bar di Darzo. Colazione e permesso. Alle 6.15 sono già in pesca a Storo. A settembre fa già freschino di prima mattina ed appena puccio un piede in acqua un brivido sale fino alla “collottola”. Mi scrollo un attimino e passa tutto. Anche queste piccole sensazioni fan parte della pesca.

Sono sul torrente Palvico, un torrente i cui livelli sono influenzati dalle chiuse delle centrali idroelettriche. Scorre in un bosco ed incrocia la strada che porta verso il Lago di Ledro.

A questa altezza, sotto al ponte, si sono creati due piccoli bacini divisi da un salto dove si concentrano normalmente gli anziani della zona per pescare anche le iridee di immissione o quelle che scappano dalla troticoltura più a monte.

Io preferisco pescare da solo e risalgo fino alla cascatella dove bisogna sempre sperare di non incappare in un orda di turisti che fanno canyoning. Altrimenti è finita! Ma stavolta sono fortunato. E’ dall’inizio che lo dico d’altronde.

Viste le dimensioni dello spot e delle sue abitanti, inutile pescare “pesante” e con la mia fida cannetta da light spinning monto un lipless da 3 cm (handmade appunto) e 4 grami che mi consente lanci precisi pur mantenendomi a debita distanza.

Il lipless ha la caratteristica di essere adescante anche semplicemente in caduta grazie al rollio accentuato sull’asse orizzontale. Ora bisogna immaginare dove sia il pesce. Una piccola cascatella ed una buca profonda mi fanno pensare che sia il posto ideale.

Lancio cercando di appoggiare l’artificiale in acqua senza far troppo rumore e si muove qualcosa. Ci ho visto bene. Prima piccola ma splendida trotella. Qui le fario non sono enormi ma sono molto divertenti e fulminee nei loro attacchi. Ne prendo altre due della stessa misura, poi ovviamente inutile insistere oltre.

Poco più a monte il Palvico scorre chiuso tra le rocce ad una decina di metri di altezza e la cascata forma una bellissima buca di acqua cristallina. Ovviamente si prova anche qui. Da qui in avanti bisognerebbe arrampicarsi e visto che sono solo ma soprattutto comodo è ora di tornare sul Chiese a cercare qualche pesce di dimensioni più generose.

Sono le 10.00. Pausa caffè e si riprende. Ora sono a Storo, sul Chiese, nel pieno della Valle del Chiese. Un fiume molto bello, ideale per tutte le tecniche dalla mosca, al tocco allo spinning.

Questo perchè si trovano punti in cui l’alveo è più stretto con correntine, buche non profondissime che si alternano a raschi ed a zone dove la profondità è maggiore. Anche qui i livelli sono influenzati dalle chiuse della centrale idroelettrica poco più a monte.

In questo punto un ramo del Chiese è infatti canalizzato e dove si immette nel ramo principale quando viene rilasciata l’acqua della centrale in vari momenti della giornata è il momento propizio per cercare sotto la cascata le trote di stazza più importante.

Si cambia modo di pescare. La corrente è più sostenuta e sotto al “salto” normalmente stazionano dei bei pesci. Mi armo di canna con casting 15/30 gr, terminale in Fluorocarbon dello 0,22 e decido di pescare con dei minnows rigorosamente artigianali.

Scelgo un affondante dal profilo slim che tiene bene la corrente e negli stop & go affonda lentamente con un marcato wobbling. Ed anche stavolta, vista la giornata fortunata, la scelta è vincente e posso fare la foto a diverse bellissime trote fario di buona dimensione.

Provo anche il nuoto di un minnows ancora da colorare e resinare e pare, con somma soddisfazione, che funzioni. Appena rientro a Milano lo si finisce assolutamente.

Il tempo ancora di qualche bella cattura e l’ora di pranzo si avvicina. Risalgo un po’ il fiume dove si stringe l’alveo e si formano diverse buche interessanti. Qui la corrente è più veloce ma c’è meno fondo e faccio gli ultimi lanci della giornata con un piccolo minnows da 5 cm floating che mi consente di pescare a mezz’acqua e puntualmente solito divertimento. Trotelle più piccole di dimensioni, ma vivaci e cattive.

A questo punto lo stomaco inizia a brontolare. E’ ora di tornare dalla mia “amorevole dolce ¾” e dai miei Superfanta Suoceri che, tra l’altro, cucinano anche divinamente e mi aspettano per pranzare con qualche prelibatezza per rinfrancare il corpo e lo spirito.

Ciao a tutti !
DC

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