Pesca a Mosca sul Rienza in Trentino Trentino Alto Adige

Itinerario Trentino – Pesca a Mosca sul Fiume Rienza Gasser 162


PESCA A MOSCA RISERVA FIUME RIENZA GASSER 162

Lavorare avendo i turni a volte può essere scomodo, ma per un pescatore assolutamente no. Riuscendo a ricavare qualche giorno di ferie ho deciso di andare in Sud Tirol, vista l’imminente chiusura di alcuni tratti dei fiumi della zona. Il Sud-Tirol è un vero e proprio paradiso della pesca italiana e non solo, un posto idilliaco attorniato da alte cime alpine che ormai sono già imbiancate, prati di color verde smeraldo e boschi di vegetazione sempreverde che rendono tutto il paesaggio uno spettacolo per gli occhi. Con qualsiasi pescatore della zona con cui ho parlato ho sentito dire la frase “anche se non ho preso nulla quel giorno, mi sono divertito nel vedere gli animali, il paesaggio ed ascoltare il rumore della natura”. In questo angolo d’Italia la natura è ancora parte fondamentale della vita di tutti i giorni; sul fiume non ho visto, nè trovato un singolo pezzo di carta o plastica. La pesca in questo piccolo paradiso regala forti emozioni che aumentano ulteriormente se gli esemplari di trota, temolo e salmerino abboccano con costanza. Questo rende ulteriormente memorabili le giornate. Il mio consiglio è quello di vivere la natura e non vedere la pesca solo come un divertimento, cercando di non mutare un ambiente che è così da tanto tempo, per poter lasciare la bellezza del posto a chi passerà dopo di noi.




DOVE
La riserva è situata presso Brunico, piccolo borgo situato a circa una settantina di chilometri dalla città autonoma di Bolzano. Il paese è circondato da due fiumi ormai famosissimi per la quantità e qualità di catture effettuate sia nella tecnica a mosca che quella a spinning: Rienza ed Aurino. Il paese è molto caratteristico ed è situato ai piedi di Kronplatz, sormontato dal castello ormai diventato un museo. I prati verdi ed i fiumi trasparenti fanno solo da contorno ad un paese molto tranquillo dove la quiete regna. Il permesso di pesca per il tratto di Rienza 162 ha un costo di 20€ al giorno. E’ un tratto molto ben segnalato ed il permesso è reperibile presso il negozio V.Gasser situato in Stadtgasse 44. Il titolare, veramente cordiale, non mancherà di darvi qualche consiglio e spiegazione puntuale sulla riserva. Ogni permesso è accompagnato dal regolamento stampato, molto dettagliato e fornito di cartina per orientarsi al meglio; i confini vanno dal ponte coperto situato vicino al circolo del tennis Brunico fino alla Centrale elettrica a Perca. Il tratto è costeggiato da una pista ciclabile, da panchine e tavoli dove poter fermarsi a contemplare il paesaggio o solamente per una pausa ristoro.

COME PESCARE

Considerando l’acqua veramente fredda, ho deciso di pescare esclusivamente a ninfa, cercando di rasentare il fondo. Nel primo tratto l’acqua è abbastanza impetuosa ed alterna parti con una profondità elevata a piccole cascatelle. Questo tratto è veramente molto difficile e prima di capire in che modo il pesce mangia bisogna lottare con la scatole delle mosche. Ho pescato con una canna di 10 piedi con coda 2, il finale a nodi con tip dello 014. Il fondo del tratto è sabbioso, il pesce non è difficile da individuare ma è presente in gran numero. La trota fario è la specie dominante, presente anche in dimensioni notevoli e non mancano anche i temoli, anch’essi con taglie decisamente interessanti. Consiglio di effettuare dei lanci a monte ed effettuare passate vermente lunghe in quanto il pesce è restio alla mangiata se vede movimenti in acqua. Il tratto presenta un’acqua veramente limpidissima e basta un minimo movimento per spaventare i pesci. L’orario in cui ho visto più mangiate in assoluto è stato dalle 13 alle 16. Ho usato prevalentemente ninfe con colorazioni verdi montate su un amo del 12 ed in bracciolo piccoli perdigones dai colori sgargianti.

LA MIA GIORNATA

La mattina mi sono alzato veramente presto per essere sul posto al momento dell’apertura del negozio. Arrivato in paese acquisto il permesso e parcheggio la macchina. Mi vesto di fretta dimenticandomi anche dei terminali e scatole di artifiacili in auto, scendo al fiume ed inizio. Passano i minuti ma non vedo l’ombra di un pesce. Mi faccio anche due domande: se sono io a non riuscire a capire o se il pesce non è così tanto presente. A causa di lanci sbagliati e facendo del rumore di troppo mi brucio due o tre buche molto invitanti. Ok, meglio fermarsi e riflettere.
Ricomincio a pescare e cerco di usare tutti i consigli che mi sono stati dati per il tratto in questione. Finalmente sento la canna vibrare. L’emozione è palpabile e la prima fario arriva a guadino. Continuo e un pesce dopo l’altro arriva a guadino, tra fario e temoli. A mezzogiorno mi fermo a mangiare un panino e mi chiedo se magari pescando a galla qualcosa potrebbe mangiare anche se non si vedono bollate e scodate,quindi monto una grossa sedge ed ecco fatto, una fario autoctona di rispettabili dimensioni. I pesci sono veramente combattivi e mi costringono a rincorrerli per guadinarli.

Riserva veramente spettacolare per il pesce di qualità e per il paesaggio bellissimo, se passate in queste zone una tappa in questo tratto di fiume è d’obbligo.

Un ringraziamento particolare ad Alessandro del Circolo Pesca Brunico che mi ha fornito indicazioni utili e mi dato dei consigli fondamentali per i tratti che ho affrontato.