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Mondiali Giovanili 2018 – Italia Forza Quattro!

MONDIALI GIOVANILI 2018 - QUATTRO ORI, UN ARGENTO ED UN BRONZO IL BOTTINO AZZURRO

MONDIALI GIOVANILI 2018 – QUATTRO ORI, UN ARGENTO ED UN BRONZO IL BOTTINO AZZURRO

Oro, oro, oro, oro. Ed aggiungiamoci anche un argento ed un bronzo. Questo il bottino conquistato dalle compagini azzurre ai Mondiali Giovanili 2018 di pesca al colpo. Un’edizione che quest’anno si è svolta proprio in Italia, sul canale modenese Cavo Lama. Tre squadre e sei medaglie. Un risultato che non capita spesso, come non capita spesso di conquistare due mondiali a squadre ed individuali su sei titoli disponibili. L’Italia finalmente è tornata grande negli under 15 e negli under 20. Il cambio di staff negli under 25 invece non ha portato i risultati sperati, con l’Italia che non va meglio del quinto posto. Ma ne parleremo dopo. Analizziamo categoria per categoria.

GLI “AZZURRINI TERRIBILI” SONO TORNATI

In particolare nei più giovani, capaci di tornare a riconquistare quel titolo iridato che mancava addirittura dal 2011. Un mondiale, quello, che coincise con i giochi della pesca svoltosi proprio in Italia sull’Arno pisano e targato Maurizio Teodoro. Una vittoria, questa volta targata Michele Natali, che acquisisce ancora più valore perchè riesce finalmente a spezzare l’egemonia francese. I transalpini negli under 15 arrivavano da una incredibile striscia di quattro vittorie consecutive. Ed il Cavo Lama ben si adattava alle caratteristiche della squadra francese trattandosi di una pesca di velocità sui carassi, in roubaisienne.

Questa volta però gli azzurrini sono tornati ad essere gli “azzurrini terribili” di fine anni 90/inizio 2000 e fine anni 2010. Cinque ragazzi che il Cavo Lama lo conoscono come le proprie tasche e che nel corso degli ultimi anni hanno fatto incetta di vittorie individuale a livello nazionale. Considerato il numero di squadre partecipanti, dodici, la scelta del campo gara è ricaduta sul tratto di Ponte Borelle. Il campo gara migliore per comodità e logistica per accompagnatori e visitatori. Il Cavo Lama a Ponte Borelle è un canale largo circa una ventina di metri, con i picchetti realizzati tra le cannette.

Per la pesca a dieci metri, lunghezza massima consentita in questa categoria, sicuramente la scelta più adatta. L’Italia è partita forte fin dalla prima prova del venerdì. Dodici punti per mettere subito in chiaro le proprie intenzioni con le altre nazionali: il titolo deve tornare in Italia. Ottimo il lavoro tecnico e tattico dello staff di Michele Natali che ha saputo ben impostare i suoi cinque ragazzi per tutta la settimana. Che la pescata fosse un diesel si sapeva, con la prima ora più di ricerca rispetto alle successive due ore. Sia al sabato, che alla domenica infatti le condizioni sono state le medesime.

SECONDA PROVA IN TOTALE CONTROLLO

Ed infatti nella seconda prova del sabato i nostri ragazzi erano tutti in linea con circa venticinque pesci in nassa. Considerate che nelle successive due ore gli italiani, vincitori in tre settori su quattro, hanno chiuso con oltre cento pesci. Un dato che dimostra come la pescosità sia aumentata con il passare del tempo. Poche le carpe catturate, anche se la squadra inglese ha tentato la tattica del pesce di taglia. Non a caso l’assoluto della prima prova, un inglese, ha chiuso con oltre sei chili e soli diciotto pesci. Non a caso l’Inghilterra, seconda in prima prova, ha chiuso con due primi, un secondo ed un dodicesimo posto.

Chiudendo il discorso under 15, la seconda prova è stato un totale controllo della situazione. Ed una volta acquisita la certezza della vittoria del titolo a squadre, si è giocato per gli individuali. Obiettivo raggiunto. Marco Bettin bissa la vittoria del venerdì e conquista il titolo individuale che mancava anch’esso dal 2011. A completare il trionfo azzurro il terzo posto del lombardo Federico Nosotti con tre penalità. Nel mezzo l’inglese Jennings Callum, anche lui con tre penalità ma maggior peso a parità di punteggio.

UNDER 20 – DUE ANNI DOPO E’ ORO

Diversamente dai più giovani, nella categoria under 20 il titolo iridato mancava solamente dal 2016. Ancora una volta, come negli under 15, quella vittoria in Portogallo era targata Maurizio Teodoro, il ct delle tre medaglie d’oro a squadre nelle categorie giovanili. Questa volta però il ct milanese mancava in quanto alla fine dello scorso anno è stato deciso un cambio alla guida. A guidare la nazionale under 20 una coppia inedita, ma molto esperta come Umberto Ballabeni ed Alberto Bettella. Il primo non ha bisogno certo di presentazioni, mentre il secondo è arrivato al punto massimo della sua “carriera” dopo un intenso lavoro nello staff nazionale negli ultimi anni. Una promozione che coincide con la vittoria finale del campionato del mondo. Una scommessa azzeccata.

Una vittoria che potremmo anche definire poco sudata e conseguita in totale scioltezza. Prima prova a quattro punte con sole sette penalità e dodici penalità di vantaggio. Seconda prova di puro controllo al punto che i nostri ragazzi si sono pure permessi il lusso di chiudere con quindici punti, con due sesti posti, un secondo ed un primo di settore. Naturalmente, come sempre, la priorità è il titolo a squadre. Certo, le altre nazionali hanno tentato il tutto per tutto cercando anche l’opzione carpa che però non ha reso in tutti i settori. Inoltre, quindici concorrenti in un settore non sono affatto pochi.

VITTORIA DI SQUADRA

E’ stata una vittoria di squadra, una vittoria di staff. Una vittoria conquistata anche grazie ai cinque ragazzi che componevano la squadra. Cinque macchine da guerra, con le idee ben chiare su quello da fare. Andrea Aguzzoli, Alessandro Lorenzini, Luca Armiraglio, Gianluca Corradi e Matteo Faletra. Quest’ultimo senza però scendere mai in campo in quanto dopo l’ottima prima prova tutti e quattro i titolari avevano possibilità di competere per la classifica individuale. E poi, comunque, il tratto centrale del Cavo Lama si è presentato in forma smagliante. Duecento, duecentocinquanta pesci per vincere il proprio settore. Una taglia media molto bassa, ma un ritmo oltre un pesce al minuto.

Anche negli under 20, come negli under 15, le carpe hanno avuto un ruolo marginale. Pescare la carpa significava perdere la velocità di cattura e rischiare di essere recuperati con la pesca del carassio. Nella seconda prova si sono viste più catture di carpe, ma nella maggior parte dei casi poco utili per il risultato finale.

GRANDE ITALIA, MA SORPRESA SPAGNA

Alla fine la classifica parla chiaro. Ventidue punti Italia, quarantadue punti Francia. Ecco, la Francia, la squadra più temuta come negli under 15. Una nazionale composta da un grande staff che sa eseguire molto bene la pescata in velocità con la roubaisienne. Certo, l’unico particolare è che la pesca ai carassi è più favorevole agli italiani anche se viene utilizzato come esca il ver de vase. A proposito, il ver de vase è stato molto utilizzato in questi mondiali giovanili 2018, alternato con il bigatto singolo ed il vermetto.

Venti punti di vantaggio sono ad ogni modo un distacco importante, molto importante. Medaglia di bronzo per una sorprendente Spagna. Gli spagnoli, che anche loro potevano contare su uno staff di esperienza internazionale, hanno vinto la seconda prova con tredici penalità. Un recupero sensazionale se consideriamo che dopo la prima prova erano in ottava posizione provvisoria. Exploit degli iberici e contemporaneo crollo delle squadre avanti in prima prova, Italia e Francia a parte. Forse marcandosi tra loro hanno perso di vista la progressione spagnola.

RITORNA UN ORO INDIVIDUALE

Due medaglie individuali nella categoria under 15 e due medaglie individuali nella categoria under 20. Questa volta il titolo iridato va al modenese Andrea Aguzzoli con due penalità. Un titolo individuale che mancava addirittura dal 2002. A quel tempo la vittoria andò a Fabio Tesconi, uno dei più grandi giovani pescatori italiani e la categoria era l’under 18 con denominazione Juniores. Un mondiale che si svolse in Italia anche in quel caso, a San Lorenzo nel pisano.

Alle sue spalle un figlio d’arte, Luca Armiraglio. Per Luca è l’ennesima soddisfazione a livello di nazionale. Un giovane agonista che è cresciuto sotto la guida del padre Giancarlo e che negli ultimi anni ha avuto una costante crescita. Inutile dire che per lui, come per lo stesso Aguzzoli, il futuro è decisamente roseo. E pensare che hanno davanti a loro ancora cinque anni nelle categorie giovanili per togliersi ulteriori soddisfazioni.

DELUSIONE UNDER 25

Fuori Claudio Guicciardi, dentro Rudy Frigeri e Gino Govi. Un ritorno al passato per riportare il titolo iridato under 25 assente dal 2010. Un titolo vinto proprio con la coppia emiliana di commissari tecnici alla guida. Dove? In Italia, in Fissero. In questo caso forse la scelta di tornare al passato è stata dettata anche dalla tradizione di Rudy Frigeri che in Italia raramente sbaglia i colpi. Questa volta però le cose non sono andate come si sperava.

Colpa della squadra? Lo escludiamo categoricamente. I nostri cinque azzurri under 25 sono il meglio che si possa chiedere per la pesca in Cavo Lama. Il problema, forse, è che la categoria under 25 è una sorta di “under 21 calcistica” della nazionale maggiore. Gli inglesi sono già dei professionisti e le dirette avversarie sono molto esperte. Anche la nostra squadra, ma a far la differenza alla fine sono i dettagli. Inoltre l’Italia poteva contare su uno staff di grande livello. Oltre ai due citati commissari tecnici, c’è da aggiungere Claudio Guicciardi e Marco Manni. Quattro emiliani che conoscono il Cavo Lama come le proprie tasche. Probabilmente il risultato è da imputare a piccoli errori di valutazione su alcuni aspetti dell’impostazione tecnica.

Peccato, davvero un peccato. Questi mondiali giovanili in Cavo Lama erano l’occasione perfetta per tentare una storica tripletta di ori a squadre e, perchè no, individuali.

OLANDA PADRONE

Pensi alla squadra olandese e viene in mente la pesca alla breme. Ci si aspettava l’Inghilterra e la Francia, invece alla fine la spunta l’Olanda. Non sono tanto le trentatre penalità conclusive, quanto gli otto punti della seconda prova. Una scelta di impostazione azzeccata, alla ricerca del pesce di taglia. Un dato? In due giorni, 1036 catture. Solamente San Marino (incredibile ultimo posto) ha preso meno pesci. Oro a squadre ed oro anche individuale con Lucien De Rade.

Argento per l’Inghilterra e terza la Croazia che dopo la prima prova era al comando. Quarta la Francia ed infine quinta l’Italia con 49 punti, quattro penalità dal bronzo, ma seguita a ruota dalla Germania con 50 penalità ed Ungheria con 52 penalità. La categoria under 25 è sicuramente la più agguerrita e difficile da conquistare.

Salta all’occhio come negli ultimi due anni sia diminuito drasticamente il numero di nazionali partecipanti. Solamente quattordici quest’anno, contro le 21 del 2015. Detto ciò in Fipsas non possono che essere soddisfatti. Due campionati mondiali riportati in Italia, tra cui quello under 15 che mancava da più tempo e l’oro individuale negli under 20.

Foto del Podio – Pagina Facebook Fipsed

Foto nazionale italiana – Foto Facebook

 

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Oro, oro, oro, oro. Ed aggiungiamoci anche un argento ed un bronzo. Questo il bottino conquistato dalle compagini azzurre ai Mondiali Giovanili 2018. Un'edizione che quest'anno si è svolta proprio in Italia, sul canale modenese Cavo Lama. Tre squadre e sei medaglie.
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