Come si pesca la leccia a spinning

Grossa leccia amia presa a spinning

Uno dei predatori più amati dagli appassionati di spinning in mare è sicuramente la leccia. Un pesce, un grande predatore dei mari, in grado di raggiungere grosse dimensioni. Una della particolarità della leccia è la potenza. Esemplari anche di piccola taglia sono in grado di sprigionare una forza impressionante. Ecco perchè è una delle prede più ricercate dai pescatori a spinning.

Tabella dei Contenuti

La Tecnica

Lo spinning alla leccia e’ una tecnica che prevede l’utilizzo di grosse esche artificiali come popper, stick bait, jerk e skipping lure. I migliori spot per questa tecnica sono dighe foranee, zone portuali, foci e spiagge. Il fulcro di questa eccitante tecnica e’ far credere ad un grosso e cosi diffidente predatore che quell’esca e’ un qualcosa da attaccare. In questo gioco non mancano adrenalici inseguimenti e attacchi da far esplodere il cuore in gola al più navigato dei pescatori.

Come succede con ogni predatore marino, anche per la leccia i momenti migliori per ricercarla sono l’alba ed il tramonto. I famosi cambi di luce che mettono in attività leccie, barracuda e serra. Da non sottovalutare anche le situazioni di mareggiata come buoni momenti di attività.

Combo mulinello canna per la pesca a spinning alla leccia

L’attrezzatura

L’attrezzatura che dobbiamo avere e’ una combo da spinning dall’azione fast che comprende una canna molto potente sui 9′-10′ ed un mulinello taglia 8000 di ottima fattura.

Scendere a compromessi con l’attrezzatura vuol dire non riuscire a domare un pesce che può raggiungere i trenta chili di peso. Un problema importante specialmente se ci troviamo a pesca sulle scogliere con limitato raggio di movimento.

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Hart R32 – Una certezza

La Hart R32 è una delle canne più affidabili per lo spinning in mare su pesci di taglia. Una 9′ di altissima qualità con anelli Fuji SIC e placca TVS con contro vite per una presa saldissima al mulinello.

Il mulinello invece deve avere una frizione molto potente di almeno 10/15kg perché la leccia e’ solita fare fughe molto lunghe con ripartenze molto improvvise. La taglia varia dalla misura 8000 alla misura 10000 perché deve contenere almeno 300 mt di treccia ed avere un rapporto di recupero molto veloce per gestire al meglio le esche che si usano in questa tecnica.

Treccia di prima qualità

La treccia e’ indispensabile in questa tecnica,. Scegliere un filato di altissima fattura e’ d’obbligo. Lo spessore varia a seconda della zona di pesca. Importante scegliere tra 40/50/60 lb, meglio se sovradimensionati per evitare spiacevoli rotture. Se peschiamo in spiaggia libera un filato sottile ci permette di lanciare più distante, ma se peschiamo in mezzo agli scogli un buon 60lb può girare la testa anche ad un grosso pesce.

Asari propone l’MS-9 che io ho scelto della misura 50lb disponibile sia in bobine da 300mt che 1000mt. L’esclusivo sistema d’intreccio MSP dona alla treccia una consistenza perfettamente rotonda ed una resistenza maggiore all’abrasione che in questa tecnica non guasta.

Lo shock leader deve essere fatto con un metro circa di fluoro carbon puro dello 0,70 top di gamma perché li e’ dove la leccia scatenerà tutta la sua forza.

Per connettersi all’artificiale io consiglio di utilizzare solid e split ring come si fa’ nel vertical onde evitare spiacevoli aperture, ma esistono anche buoni moschettoni che possono risultare più pratici nel cambio esca.

 

Grossa leccia presa a spinning

Le esche

Vasta scelta tra gli artificiali

Esistono un gran numero di esche in commercio per la ricerca della leccia tanto che per descriverle tutte ci vorrebbero almeno un paio di libri e almeno un container di scatole per contenerle tutte. Io personalmente racchiudo nella scatola quelle dieci esche che ormai so che possono coprire tutte le esigenze che lo spot mi può far incontrare.

La prima di cui voglio parlare è la saponetta. Un artificiale appartenente alle skipping lure talmente semplice nella sua costruzione, ma cosi complesso nell’essere mosso che merita il primo posto nella mia scatola con almeno due misure. La 2 once e la 3 once sono delle esche che si possono lanciare in ogni condizione climatica e dal movimento irrazionale e frenetico sul pelo dell’acqua.

I popper di sicuro non devono mancare nella cassetta. Maggiori sono i modelli, maggiori sono le possibilità di variare il movimento e lo spostamento di acqua in superficie che possa attirare il pesce.

Popper Hart Fishing

Due popper di cui non riesco a fare a meno di casa Hart Fishing sono il Managatsuo con i suoi 43 grammi ed il Pop a Long, che con i suoi 90 grammi e una bocca spropositata riesce ad alzare i pesci più sospettosi.

I surface di casa Hart Fishing sono artificiali con la bocca tagliata in diagonale che permettono di essere mossi in mezzo alle onde con un movimento a zig zag. Si tratta degli Uma e degli Slade. Il primo permette di ottenere un movimento più lento. Il secondo permette di lanciare a distanze siderali, visti i suoi 78 grammi di peso.

Gli ultimi artificiali che carico in cassetta sono quelli che uso come jolly nella giornata di pesca. Esche che risolvono le giornate più difficili Di solito si tratta di grossi jerk e delle stick bait che spaziano da esche come i jerk da luccio fino ad artificiali da mangianza.

Chiudo dicendo che lo spinning alla leccia è una delle tecniche più difficili che si possano praticare nei nostri mari. La leccia è uno dei pesci più schivi e strani che conosca, ma ogni volta che ho quell’ombra dietro al mio artificiale le mie gambe tremano come fosse la prima volta.

PER FISHINGMANIA: MIRKO FORNARO e HART FISHING

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