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Pesca al Lago di Como – Esca e Pesca Sport

PESCA AL LAGO DI COMO - CAVEDANI E SCARDOLE IN BOLOGNESE

PESCA AL LAGO DI COMO – CAVEDANI E SCARDOLE IN BOLOGNESE

Torniamo indietro di almeno quindici anni. Il Lago di Como era uno dei posti più frequentati dai pescatori milanesi e brianzoli. Predatori, coregoni ed agoni esclusi, era il regno dell’alborella e del triotto. Questa era la pesca al Lago di Como. Senza dimenticare poi i favolosi cavedani di lago. Pesci di taglia extra large che popolavano in quantità entrambi i rami del Lago di Como. Da Lecco a Colico, da Como a Gravedona, passando per Bellagio. Ed ancora non mancavano le carpe, i carassi, le tinche e le scardole. Poi, improvvisamente, è iniziato l’abbandono da parte dei pescatori.

Un abbandono dettata principalmente dal drastico calo delle alborelle in tutti gli spot del Lario. Un calo di pescatori che ha influito negativamente sui negozi della zona, sia lacuale che brianzola. Dopo tanti anni però siamo tornati in pesca al Lago di Como. E lo abbiamo voluto fare assieme all’amico Simone del negozio Esca e Pesca Sport di Muggiò. Una scelta dettata da due fattori. Il primo poichè Simone frequenta da anni il lago con diverse tecniche, dalla pesca in barca ai lavarelli fino a quella del lucioperca. Inoltre, ogni estate si reca in determinati spot per pescare carassi, cavedani, scardole e carassi con la bolognese. Il secondo motivo, perchè alla fine il Lago di Como non è proprio morto del tutto.

DESERTO DI GIORNO, MA DI SERA….

Difficile crederlo se consideriamo che passeggiando per il lungolago non si vede anima viva. In passato si poteva vedere un tappeto di alborelle e cavedani. Ora si vede molto bene solo il fondale. Di giorno però, perchè con il calare del sole sembra avvicinarsi a riva qualcosa. O meglio, sembrano emergere dalle profondità della gronda diversi pesci. Insieme a Simone abbiamo infatti pensato di sfruttare il momento del crepuscolo, quando a partire dalle 19.30 il sole si sposta dietro alle montagne che sovrastano il lago. E’ il momento buono. A partire da quell’orario, fino a notte inoltrata la pesca è praticabile.

Attenzione però, la pesca con la starlight non è consentita. Diverso è il discorso se vi trovate sotto un lampione e pescate con il classico galleggiante senza luce. Quello che abbiamo fatto noi. Macchina parcheggiata a lato, lampione ad illuminare la postazione, cemento e musica dei locali sul lago. Più comodo e rilassante di così, mancava solamente un cocktail da sorseggiare nell’attesa.

A partire dalle 20 iniziano a girare cavedani di grossa taglia ed anche carassi, oltre che le scardole. Buon segno, vuol dire che c’è ancora del pesce. Peccato però che manca il pesce foraggio. Qualche avannotto però si vede girare, complice anche il lago molto alto in questo 2018 che non ha compromesso le freghe dei ciprinidi e dei percidi.

COME PESCARE, COSA PORTARE

La pesca si può effettuare sia con la canna fissa, sia con la bolognese. Per quanto riguarda la pesca a feeder invece bisogna trovare il punto giusto, con fondale regolare per alcuni metri, senza gronda e senza ostacoli. Trovato il punto giusto, che può essere all’uscita dei porti, si possono effettuare interessanti catture di carpe e carassi. I pasturatori da usare sono sia classici cage, sia il pellet feeder che con il bigattino incollato può regalare frequenti catture. Una buona soluzione può anche essere l’utilizzo di pellet o dumbells wafter o pop-up. Con la bolognese e la canna fissa invece è possibile catturare di tutto, in quanto è permesso pescare sollevati dal fondo.

L’utilizzo della pastura, ma ancora di più del bigattino sfuso o incollato, è fondamentale. Bisogna considerare che i pesci non sono molto abituati ad essere richiamati in questa maniera. Serve quindi un buon quantitativo, specialmente di pastura considerando che per quanto riguarda il bigattino il quantitativo massimo è di mezzo chilogrammo. Una volta iniziata la pasturazione sarà opportuna attendere almeno una mezz’oretta di tempo. Dopo di che i pesci inizieranno ad entrare nell’area di pesca. E’ molto importante avere dei galleggianti adatti per la pesca tra le onde, oltre che molto sensibili. Le mangiate sono diverse dal normale e si notano per un movimento anomalo, diverso dal classico movimento dettato dall’onda. Onde che sono quasi sempre presenti in serata sul Lago di Como.

In parole povere, la pesca al Lago di Como praticata in questo modo non richiede l’utilizzo di molta attrezzatura. Due canne, di cui una di scorta, il guadino, una cassettina con il minimo indispensabile ed un secchio con scatoline per pastura ed inneschi. Niente di più.

POCHE CATTURE, MA IMPORTANTI

La serata non ha regalato molte catture, solo due alla fine. Un bel cavedano ed una scardola, ma sono state diverse le mangiate perse. Pastura con un’alta percentuale di pane è estremamente importante. In aggiunta anche della crisalide e del formaggio. Un mix ideale per i cavedani e le scardole del lago. Ma anche un approccio con pastura gialla e dolce potrebbe risultare l’ideale per le carpe, i carassi e le tinche. Abbiamo però notato una interessante novità. Durante la sessione di pesca sono venuti a galla alcuni esemplari di breme. Traveggole? No, erano proprio breme. Che stiano iniziando a diffondersi nel Lago di Como?

NON DIMENTICATE CHE E’ IL PERIODO DELL’AGONE

La pesca al Lago di Como può regalare ancora soddisfazioni, ma bisogna avere pazienza e costanza nelle uscite. Andare a colpo sicuro è molto difficile, ma qualche pesce si può sempre catturare. Se poi siete amanti della pesca dell’agone le cose cambiano. Il cupleide famoso per il missultin, specialità dell’area “lariana”, la cui pesca è stata aperta proprio pochi giorni fa. Esca e Pesca Sport è uno dei negozi più forniti, attrezzati e competenti su questa tipologia di pesca. Simone può consigliare le giuste moschette e la giusta tipologia di canna da utilizzare. Una pesca davvero particolare, che merita di essere praticata almeno una volta. Meglio affrettarsi però!

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Torniamo indietro di almeno quindici anni. Il Lago di Como era uno dei posti più frequentati dai pescatori milanesi e brianzoli. Predatori, coregoni ed agoni esclusi, era il regno dell'alborella e del triotto. Questa era la pesca al Lago di Como. Senza dimenticare poi i favolosi cavedani di lago.
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